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Consumi: il pesce locale italiano batte anche il Covid

Fedagripesca, vince la filiera cortissima dal mare alla tavola

ROMA ANSAcom

Una Bottega sulla costa laziale dove si mangia solo pesce locale e l'emergenza Covid sembra superata. E quindi niente ostriche, vongole veraci o orate, ma gamberi, mazzancolle lupini e naselli, a seconda della stagione dell'anno. E quando è brutto tempo e le barche non possono uscire dal porto, il ristorante rimane chiuso. Quanto alle ferie si prendono solamente in concomitanza con il fermo pesca biologico, quando tutte le attività si bloccano per legge, una trentina di giorni sulla base di un calendario che fissa tempi e zone in modo da dare il tempo alle specie ittiche di riprodursi. E questo i clienti del piccolo ristorante in una stradina alle spalle del porto di Anzio lo sanno bene, perché qui è solo il mare a dettare il menu del giorno.

La storia di Carlo e Renata inizia quattro anni fa, una scommessa per valorizzare il pescato locale ma soprattutto per farne conoscere i sapori. Una sorta di bottega didattica dove si impara davvero a mangiare locale, dove la filiera è cortissima. "Da quando abbiamo potuto riaprire dopo il lockdown - spiega all'ANSA Carlo Capolei - siamo sempre pieni e la domanda c'è eccome". Un po' un unicum, perché quasi un pesce su due che finisce sulle tavole degli italiani viene dall'estero. Il pesce Carlo lo sceglie di persona e lo acquista tutti i giorni all'asta pomeridiana dove una ventina di pescherecci della cooperativa di Fedagripesca-Confcooperative La Concordia, nata oltre quaranta anni fa, sbarcano il pescato del giorno. Un equilibrio perfetto tra il mare e la tavola che il covid ha messo a dura prova. La chiusura dei ristoranti a causa della pandemia ha mostrata tutta la fragilità di una filiera ittica nazionale che stenta ad arrivare sulla Gdo. "Il nodo cruciale resta la bassa penetrazione nella grande distribuzione delle produzioni nazionali", afferma il vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative, Paolo Tiozzo, da qui la necessità "di dare vita a pescherie tricolori all'interno dei punti vendita. Per fare questo servono accordi di filiera, favorire la nascita di canali commerciali dentro i supermarket dove si vende pesce italiano; insomma creare un filo diretto tra supermercati e cooperative, grazie anche al sostegno del governo". E mentre si gettano le basi per una presenza maggiore sui mercati di pesce nazionale, chi ha scommesso sul pescato locale sta già raccogliendo i frutti.

Realizzato in collaborazione con Federcoopesca grazie al contributo del MIPAAF (Programma nazionale pesca annualità 2020)

 

In collaborazione con:
FEDERCOOPESCA

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