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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Come sfruttare le potenzialità della biologia sintetica

Oggi conosciamo solo una minima parte della rivoluzionaria applicazione della biologia sintetica. Il cambiamento che ha coinvolto per primo il settore sanitario sta investendo anche molti altri ambiti. Col tempo, la biologia sintetica avrà probabilmente un profondo impatto sul nostro mondo e trasformerà il modo in cui si fabbricano molti prodotti.

 

McKinsey ha stimato, in un rapporto pubblicato a maggio 2020, che ben il 60% delle materie prime fisiche utilizzate dall’economia globale potrebbe essere ottenuto ricorrendo alla biologia sintetica, con benefici diretti sul piano finanziario pari ad almeno 1.700 miliardi di dollari tra il 2030 e il 2040.

 

Secondo uno studio di AllianceBernstein (AB) la biologia sintetica è ancora oggetto di attenzioni relativamente limitate da parte degli analisti nel settore degli investimenti. Ma le cose stanno per cambiare. La biologia sintetica, intesa come quel campo della scienza che riguarda la progettazione di organismi attraverso l’ingegnerizzazione per nuove finalità, alimentata dal desiderio di una maggiore sostenibilità, ridefinirà completamente l’impronta ecologica delle nostre attività quotidiane grazie alle sue applicazioni, dall’uso della CO2 atmosferica come materia prima alla fabbricazione di prodotti interamente biodegradabili, aprendo la strada a innumerevoli e nuove idee che oggi gli investitori azionari non possono neanche immaginare.

 

Negli ultimi decenni la ricerca nel settore della biologia sintetica ha fatto molti progressi, sfociati nello sviluppo di prodotti che vanno al di là dei medicinali. Ad esempio una delle applicazioni al di fuori del settore delle biotecnologie è quella dello squalene, un agente idratante presente in molti cosmetici. Un tempo questo ingrediente che il nostro organismo produce sempre meno con l’avanzare dell’età, era ricavato dal fegato degli squali. Le cose sono cambiate quando un’azienda californiana Amyris, ha scoperto un metodo per produrre lo squalene dalla canna da zucchero utilizzando la biologia sintetica, un metodo sicuramente più economico e sostenibile.

 

E non si deve pensare che la biologia sintetica sia fantascienza. Tutti possiamo aver utilizzato, senza saperlo, un prodotto con un ingrediente o un materiale realizzato con queste applicazioni. E’ il caso ad esempio dell’hamburger vegano che utilizza l’eme, ossia una proteina presente nel sangue che conferisce il sapore e il colore della carne. Oppure i cinturini da orologio. Omega, ad esempio, utilizzando il DNA dei ragni produce un watch strap molto resiliente.

 

Come molte tecnologie rivoluzionarie, però la biologia sintetica rappresenta una “interruzione di tendenza”: un mutamento delle nicchie di profitto a cui attingono le aziende. Dal momento che questo sconvolgimento metterà in difficoltà le aziende già affermate, gli investitori devono fare attenzione a non concentrarsi sulle grandi società di riferimento che hanno guadagnato la propria posizione attuale sfruttando le innovazioni e le tecnologie del passato. Tuttavia, questo processo avverrà probabilmente nell’arco di molti anni, pertanto non è possibile comprenderne l’impatto sulla base di previsioni a uno o due anni. È proprio questa prospettiva non obiettiva che gli investitori tematici possono sfruttare.

 

Secondo AB con l’espandersi di questo tema diverrà cruciale ricorrere a strategie di investimento attivo per sfruttare le opportunità più promettenti in aree specifiche dell’ecosistema che ruota attorno alla biologia sintetica.

 

Inoltre le applicazioni della biologia sintetica offrono soluzioni e prodotti innovativi per muoversi verso molti dei 17 Obiettivi e dei 169 sotto-obiettivi. Ad esempio il produttore di abiti sportivi canadese Lululemon ha annunciato che sostituirà il nylon presente negli indumenti e prodotto a partire dal petrolio con un materiale realizzato ricorrendo alla biologia sintetica che aiuterà l’azienda a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità ambientale a lungo termine. Lo stesso ha fatto Nike che ha annunciato una collaborazione con una società che scoperto come realizzare un materiale alternativo alla plastica estraendo i gas a effetto serra dall’aria. Oppure Perfect Day, un’azienda di tecnologie alimentari, che stima che il suo processo per la produzione di proteine del latte non animali riduca le emissioni di gas a effetto serra anche del 97% rispetto ai processi convenzionalmente utilizzati nell’industria casearia per produrre il siero.

 

Questo fa sì che stabilendo dei collegamenti chiari tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e le aziende di biologia sintetica e, allo stesso tempo, spronando i dirigenti a tenere conto dei temi ESG, gli investitori attivi potranno identificare le realtà all’avanguardia capaci di offrire soluzioni davvero sostenibili ad alcuni dei più pressanti problemi globali.

 

 

Per maggiori approfondimenti sul tema della biologia sintetica, le sue applicazioni e le opportunità di investimento scarica lo white paper di AB

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

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