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Campiello, la cinquina da Pascale a Stancanelli

Veltroni, la cultura restituisce speranza nei momenti difficili

PADOVA - Ben 350 libri da valutare, dei quali oltre una trentina degni di essere discussi: una quindicina che poi è finita in lizza per una votazione sofferta che ha portato alla fatidica cinquina. Sono i numeri della 60/a edizione del Premio Campiello, frutto di un dibattito - quello che si è tenuto per scegliere i cinque che saranno valutati dalla giuria popolare per scegliere tra loro il migliore il 3 settembre alla Fenice di Venezia - pacato, attento, dal quale all'unanimità è emerso un giudizio positivo sulla qualità della scrittura e della narrativa di quest'annata. L'Aula Magna Galileo del Palazzo del Bo dell'Università di Padova è stata il teatro in cui la giuria ha espresso i propri voti e nominato i cinque finalisti del Campiello, considerato tra i premi di letteratura più ambiti dagli scrittori. La Giuria dei Letterati, presieduta da Walter Veltroni, ha promosso al primo turno con 7 voti Antonio Pascale con "La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini" (Einaudi), al terzo turno con 8 voti Fabio Bacà con "Nova" (Adelphi), al quinto turno con 7 voti Daniela Ranieri con "Stradario aggiornato di tutti i miei baci" (Ponte alle Grazie), al settimo turno con 7 voti Bernardo Zannoni con "I miei stupidi intenti" (Sellerio), al ballottaggio con 7 voti Elena Stancanelli con "Il tuffatore" (La nave di Teseo). Durante la selezione, la giuria ha annunciato anche il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario. Il premio è stato assegnato a Francesca Valente "Altro nulla da segnalare" (Einaudi). La Giuria dei Letterati era composta da autorevoli personalità del mondo letterario ed accademico come Pierluigi Battista, giornalista e scrittore; Federico Bertoni, docente di Critica letteraria e letterature comparate all'Università di Bologna; Daniela Brogi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all'Università per Stranieri di Siena; Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura, e Edoardo Camurri, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico. In un clima di soddisfazione, il presidente della giuria, Walter Veltroni, ha dichiarato: "Sono felice di aver lavorato con queste persone di grandissima capacità e simpatia umana, che con grande responsabilità hanno dato il loro contributo al Premio. Stiamo attraversando un momento molto difficile, lo è per noi e per tutta la società - ha aggiunto -. Prima la pandemia, e poi la guerra, ci hanno dato un senso di pesantezza, messo addosso un cappotto pesante. È proprio in questi momenti che la cultura assume un valore ancora più particolare: quello di restituire speranza, perché le parole sono uno strumento essenziale per dialogare e avere rispetto per gli altri. E così, il lavoro di un premio letterario come il Campiello acquisisce un valore aggiunto. Oggi abbiamo selezionato delle opere la cui qualità verrà ora sottoposta al giudizio dei lettori; è proprio il meccanismo della doppia giuria che garantisce ancora di più l'autonomia del Premio".

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