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'L'Opera, s'il vous plait', Thiellay fa il punto sulla lirica

Le ricette di un esperto e appassionato per salvare il bel canto

(ANSA) - PARIGI, 30 NOV - "Ci sarà ancora l'opera fra qualche anno?": per gli amanti della lirica, l'interrogativo è angosciante, ma Jean-Philippe Thiellay, uno dei più importanti esperti e appassionato di opera in Francia, ha il coraggio di porselo. E in un libro dal titolo "L'opera, s'il vous plait", che egli stesso definisce in copertina "Plaidoyer per l'arte lirica", fa il punto della situazione, fra racconto autobiografico di un innamorato del bel canto e bilancio oggettivo di una situazione difficile.
    Thiellay, direttore generale dell'Opera di Parigi dal 2014 al 2020, attualmente presidente del Centro nazionale della musica, autore di saggi su Rossini, Bellini e recentemente Meyerbeer, parte dalla constatazione che "nonostante a più riprese negli ultimi 400 anni sia stata annunciata la morte dell'arte lirica, adesso ci sono davvero tutte le spie accese", fra "costi in aumento e finanze pubbliche in crisi", regie di spettacoli spesso troppo tradizionali o forzatamente d'avanguardia, allontanamento della generazione dei giovanissimi e, in ultimo, la stangata della pandemia. Da incrollabile sostenitore della centralità della lirica nell'arte musicale e nell'espressione umana in generale, Thiellay fornisce però ai lettori le sue ricette per far tornare l'opera "al centro della cultura popolare" ma - sottolinea - "queste piste devono essere esplorate immediatamente".
    Oltre all'analisi della situazione e allo sviluppo di tutte le ipotesi di soluzione, Thiellay accompagna il lettore con i momenti "lirici" che più lo hanno emozionato e formato nella vita, a cominciare da quando, nel 1978 - bambino di neppure 8 anni - entrò per la prima volta al teatro dell'opera della sua città, Marsiglia, per godere, seduto in platea accanto al padre, una rappresentazione della "Carmen" che rimase "scolpita per sempre" nella sua mente. Per finire alla sua attività attuale, quando - "dopo aver assistito a circa 1.500 rappresentazioni in tutto il mondo" - Jean-Pierre Thiellay confessa che "quelle emozioni, create dalla voce e dal testo", hanno su di lui ancora l'effetto di "non riuscire ad addormentarsi per lungo tempo dopo la fine di uno spettacolo, tanto è forte l'adrenalina". (ANSA).
   

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