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Covid: quanto si è parlato della pandemia su Facebook

Covid: quanto si è parlato della pandemia su Facebook

Data Media Hub: "La stragrande maggioranza dei post con maggiore risonanza proviene da fonti istituzionali"

09 febbraio 2021, 12:33

Redazione ANSA

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Infografica - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Era il 28 gennaio del 2020 quando l’OMS dichiarò ufficialmente l’emergenza globale per il coronavirus. Da allora il mondo, e in particolare, purtroppo, il nostro Paese, non è stato più lo stesso. Le vite dei cittadini sono state sconvolte e funestate come non succedeva dalla fine della seconda guerra mondiale, con un impatto sanitario, economico e sociale senza precedenti.

E' stato analizzato da Data Media Hub quanto e cosa è stato detto su Facebook dal 30 gennaio 2020 al 31 gennaio 2021. Sono state analizzate le conversazioni su Facebook all’interno delle fanpage, dei gruppi pubblici e dei profili verificati, anche per capire, quali post abbiano avuto maggiore diffusione e risonanza.

Le parole chiave analizzate sono tre: “Covid-19”, “Coronavirus” e “Pandemia”. La buona notizia è che per tutte le parole chiave prese in esame i post che hanno avuto il maggior numero di interazioni, like ed altre “reaction” + commenti + condivisioni, non veicolano contenuti cospirazionisti o complottisti relativamente alla pandemia.

Pandemia, dei tre termini analizzati, è stato quello che ha avuto, relativamente parlando, il minor volume di conversazioni su Facebook. Sono stati oltre 861 mila i post che contengono la parola pandemia. Questi hanno generato più di 137 milioni di interazioni, così come definite. Dei tre post che hanno generato il maggior coinvolgimento due sono del Presidente del Consiglio, ed uno è della cantante Loredana Bertè. Il primo è recente ed è relativo all’annuncio delle dimissioni da Premier, il 26 gennaio ultimo scorso. Post che ottiene poco meno di 520 mila tra mi piace e le altre emoji. Oltre ai like le altre due reaction sono di “amore”, con il simbolo del cuore, e di affetto, solidarietà, con l’emoji dell’abbraccio. Anche i circa 128 mila commenti sono in larga prevalenza positivi, e a questi si aggiungono più di 43 mila condivisioni. Dei venticinque post legati al tema della pandemia che hanno generato maggior engagement nessuno proviene da fonti incerte o da gruppi e profili tesi a diffondere notizie false o dubbie sulla pandemia.

Il maggior numero di conversazioni si è avuto invece relativamente al termine coronavirus. In questo caso i post sono stati più di 3.8 milioni, e hanno generato ben 605.8 milioni di interazioni. Uno, ancora una volta è di Giuseppe Conte ed è relativo alla lettera inviatagli da un bambino prima di Natale, che tanto scalpore suscitò all’epoca poiché in molti sostennero che fosse stata creata ad hoc dal suo staff di comunicazione (ma che si rivelò un format usato anche dal premier britannico generando addirittura maggior engagement del post sulla prima vaccinata nel Regno Unito). Quello che in assoluto ha generato maggior coinvolgimento è del 20 febbraio del 2020 ed è di “Casa Surace”, casa di produzione nata del 2015 da un gruppo di amici e coinquilini, la cui pagina Facebook conta circa 2 milioni di follower. Il post, un video ironico, ha ottenuto ben 17.3 milioni di visualizzazioni, più di 422 mila condivisioni, oltre 290 mila tra mi piace e le altre reaction, molte delle quali di risa naturalmente essendo, appunto, un video scherzoso, e poco meno di 17 mila commenti, tutti di apprezzamento nei confronti di “Nonna Rosetta”, la protagonista del filmato. In questo caso, tra i venticinque post che hanno generato il maggior numero di interazioni compare anche uno di Vittorio Sgarbi. Video della durata di poco meno di cinque minuti nel quale il critico d’arte sostiene invece posizioni dubbie. Molti commenti sono di critica alla posizione di Sgarbi sulla questione, con la reaction di rabbia apposta oltre 3 mila volte sul suo post.

Infine, sono stati circa 1.7 milioni i post relativi a Covid-19, e hanno generato 168.5 milioni di interazioni. Nei primi tre post per engagement due sono anche in questo caso del Premier, mentre il terzo è dell’ambasciata cinese che, a marzo 2020, annunciava l’arrivo di un team di medici per aiutare noi italiani nella lotta alla pandemia. Tra i venticinque post che hanno generato il maggior numero di interazioni ne compaiono due in cui si sostengono argomentazioni più che dubbiose. Uno è di Francesca Donato, europarlamentare della Lega che, tra le altre cose, il 22 gennaio di quest’anno ha sostenuto che «Il Covid-19 è un virus molto contagioso ma con bassissima letalità». Post che naturalmente è stato fortemente criticato. L’altro, di fine ottobre 2020, è del leader leghista che sulla sua pagina Facebook riprende il video di un virologo il quale sostiene che i cinesi abbiano ritardato circa quattro mesi ad informare il resto del mondo sulla pandemia con altri concetti giudicati inopportuni.

La stragrande maggioranza dei post relativi alle tre parole chiave analizzate è di fonti istituzionali, o comunque credibili. Un elemento di rassicurazione rispetto al pericolo della diffusione di notizie false, che pure certamente resta.

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