Sardegna

Due prime nazionali a Cagliari con Autunno Danza

Dal 13 settembre al 31 ottobre intreccio di linguaggi artistici

Nomi di rilevanza internazionale, coreografie, performance site specific e un intreccio di linguaggi artistici. E sopratutto elaborazione di progetti e processi creativi. Autunno danza ritorna a Cagliari per abitare dal 13 settembre al 31 ottobre gli spazi del Teatro Massimo, del Tab e Sa Manifattura. Ma anche angoli della città per scoprirne le architetture, bellezze paesaggistiche e interagire con chi la abita o vi transita.

Il festival di Danza contemporanea e Arti performative diretto da Momi Falchi e Tore Muroni propone un cartellone con due prime nazionali: il 16 e 17 ottobre, al Teatro Massimo, la giovane danzatrice Lucia Guarino è in scena con Superstite, una riflessione sul corpo superstite e il fascino del vuoto. Il 2 ottobre è la volta di Sorakhe, lavoro della compagnia marocchina Hna-ya, unica compagnia non italiana di questa edizione "per via della pandemia che rende difficili gli spostamenti", hanno spiegato gli oganizzatori.

La precarietà, la vulnerabilità assieme allo sguardo verso il futuro sono tra i temi dominanti della 27a edizione del festival. "Un festival mutante, che di volta in volta si adatta a spazi e circostanze tra nuove e consolidate collaborazioni - ha sottolineato Momi Falchi - Autunno danza ha radici profonde e una identità definita, non puro intrattenimento ma ricerca di linguaggi contemporanei che si intersecano". Tra i nomi di rilievo in cartellone, il 31 ottobre Simona Bertozzi, autrice, danzatrice e coreografa nota in tutta Europa, presenta il nuovo lavoro Quel che resta, in duo con Marta Ciappina. Il 22 e 23 settembre è la volta di Daniele Albanese in Home Altrove. Il 16 e 17 settembre la danzatrice Sara Marasso, insieme al contrabbassista Stefano Risso, propone The wall performance cross.

Un festival che guarda alle nuove e nuovissime generazioni: Corpo Libero, rivolto alla primissima infanzia da zero a 18 mesi curato da Anna Fascendini e la terza edizione di Fuorimargine, progetto che fa dialogare tre artisti selezionati nel 2020 - Chiara Aru, Paola Drera e Edoardo Mozzanega - con dieci performer, dietro lo sguardo del coreografo e danzatore Jacopo Jenna, in qualità di tutor. Per un percorso di esplorazione artistica della città.

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