Pranzo politici sardi: settimana decisiva per l'inchiesta

Mercoledì pm sentirà altri testi, filtrano indiscrezioni

Riprenderanno mercoledì 21 gli interrogatori dei testimoni da parte del pubblico ministero del tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, titolare del procedimento penale aperto contro ignoti, e al momento senza ipotesi di reato, per far luce sul pranzo "proibito" avvenuto il 7 aprile scorso in uno stabilimento termale di Sardara. Altre persone informate sui fatti dovrebbero essere sentite dalla Guardia di finanza che sta lavorando gomito a gomito col magistrato.

Potrebbe dunque essere questa la settimana decisiva per capire come si svilupperà l'indagine aperta dalla procuratrice Maria Alessandra Pelagatti dopo la notizia che una quarantina tra dirigenti della Regione, manager di aziende sanitarie, medici, ingegneri, vertici di enti strumentali, politici e militari si sono riuniti in violazione dei divieti imposti dalla zona arancione, in vigore in quei giorni. Un pranzo interrotto dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Sanluri, che dopo un fuggi-fuggi generale ha comunque identificato 19 persone. Quasi tutte le altre, invece, le stanno ora identificando gli investigatori attraverso i testi sentiti in Procura.

Stando alle prime indiscrezioni filtrate, il faccia a faccia più lungo con gli inquirenti sarebbe stato quello di Antonio Casula, capo della Forestale in Sardegna. E' stato sentito per circa tre ore, dopo aver dichiarato di essere stato a Sardara per ragioni di lavoro. Secondo le ricostruzioni emerse dalle testimonianze ad invitare i commensali al banchetto sarebbe stato il gestore dello stabilimento termale, Giovanni Corona. Un particolare chiarito anche da Mauro Esu, portavoce del governatore Christian Solinas, presente al pranzo in quanto amico di Corona. Dodici le persone sentite in tre giorni, mentre altri potrebbero essere sentiti già nelle prossime ore dai finanzieri coordinati dal colonnello Vittorio Capriello, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziario di Cagliari.

Dalle poche notizie filtrate, risulta che all'arrivo dei finanzieri in tanti siano usciti e scappati, anche saltando dalle finestre o nascondendosi nelle camere dell'albergo termale. In un caso, a quanto pare, qualcuno si sarebbe anche tolto le scarpe e seduto a bordo piscina fingendosi un utente delle terme, visto che potevano essere aperte anche in zona arancione. Il racconto di alcuni testimoni sarebbe stato contraddetto da altri, dunque per loro la Procura sta valutando che fare.

Tra i dodici già sentiti ci sono anche Giuliano Patteri, direttore generale di Forestas, Umberto Oppus, direttore generale dell'assessorato regionale agli Enti locali - l'unico finora ad aver annunciato di voler rimettere il mandato - Alessandro Naitana, dg dell'assessorato regionale all'Industria, Sandro Murtas, ex direttore generale di Abbanoa, i vertici dell'Aou di Cagliari (Giorgio Sorrentino, la direttrice amministrativa Roberta Manutza e Paola Racugno, nominata il primo febbraio scorso direttrice sanitaria), il comandante del 151esimo Reggimento della Brigata Sassari, colonnello Mario Granari, il gestore della struttura Giovanni Corona e il portavoce del governatore, Mauro Esu.

La sensazione è che inquirenti e investigatori stiano cercando di sentire il maggior numero di testi possibili, così da chiarire la ragione di quell'insolito assembramento di dirigenti e vertici di aziende pubbliche regionali. La palla passerà poi alla politica: il presidente Solinas ha annunciato da subito provvedimenti nei confronti dei commensali riferibili all'amministrazione regionale.

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA


        Vai al Canale: ANSA2030
        Vai alla rubrica: Pianeta Camere



        Modifica consenso Cookie