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Lirico, sorprende Lo Schiavo di Gomes

Lirico, sorprende Lo Schiavo di Gomes

Applausi e pienone a Cagliari per l'apertura della Stagione

CAGLIARI, 23 febbraio 2019, 12:02

Redazione ANSA

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Lirico Cagliari: Lo Schiavo (foto di Priamo Tolu) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Lirico Cagliari: Lo Schiavo (foto di Priamo Tolu) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Lirico Cagliari: Lo Schiavo (foto di Priamo Tolu) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gran pienone al Teatro Lirico di Cagliari per "Lo Schiavo" di Antonio Carlos Gomes. Allestito per la prima volta in Italia, l'opera ha aperto tra applausi a scena aperta e ovazioni la stagione operistica.
    Un'opera rarissima, concepita in Brasile negli ultimi anni dello schiavismo, composta in Italia, dove il più noto operista sudamericano aveva operato a lungo e era molto apprezzato. Un dramma di gusto tardo ottocentesco ambientato nel Brasile del 1500 sottomesso ai Portoghesi che ha sorpreso e conquistato il pubblico per la trama avvincente e le melodie accattivanti. La foresta amazzonica con i suoi colori e la sua natura incontaminata fa da cornice alla storia d' amore contrastata tra una schiava e uno schiavista.
    Un'opera di argomento attuale. Il tema dell'abolizione della schiavitù, il trionfo della libertà e uguaglianza tra i popoli fa da sfondo ideale al tormentato intreccio amoroso di gusto smaccatamente tardo romantico. La storia giunge a un finale agrodolce perché il prezzo da pagare per il trionfo dell'amore tra Ilàra e Americo è la vita dello schiavo Iberè che si immola e diventa traditore agli occhi del suo popolo e si toglie la vita.
    Una prova importante per un'opera complessa per John Neschling al suo debutto sul podio cagliaritano. Di un colore azzeccato le voci dei cantanti, su tutti il tenore Massimiliano Pisapia (Americo) e Elisa Balbo, la Contessa di Boissy. Colorata la scenografia con la foresta amazzonica stilizzata senza mai cadere nel folklore. Il regista senza veli né ipocrisie ha restituito la ferocia della violenza fisica e quella più sottile dell'indottrinamento culturale, il voler piegare una cultura autoctona con il pensiero dominante del conquistatore invasore. Un'opera corale dove le masse artistiche, il coinvolgente Coro, l' Orchestra puntuale e attenta e di qualità nei soli delle prime parti e gli ottimi figuranti hanno restituito alla partitura il profondo significato della storia. Repliche fino al 3 marzo.

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