COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale SEO Cube S.r.l.

Superbonus 110%, le risposte ai dubbi più frequenti

Una guida alle domande più frequenti sul nuovo superbonus 110% per l’edilizia

Lo scorso 17 luglio è stato definitivamente approvato il Dl Rilancio, provvedimento voluto dal Governo per tamponare gli effetti economici dell'emergenza coronavirus grazie allo stanziamento di 55 miliardi di euro per una serie molto ampia di interventi. Oltre a misure per la tutela di imprese, lavoratori con partite Iva e dipendenti, famiglie e associazioni del terzo settore e a incentivi per l'acquisto di auto meno inquinanti, l’attenzione si è concentrata soprattutto sul cosiddetto superbonus al 110%: ecco cos’è e come beneficiare di questa opportunità.

Che cos’è il superbonus

Con l’espressione superbonus si fa riferimento al forte potenziamento di alcune misure di detrazione fiscali già esistenti, e in particolare del cosiddetto Ecobonus per la riqualificazione energetica, del Sismabonus utile per la messa in sicurezza sismica, e del Bonus Edilizia per chi installa impianti fotovoltaici. In pratica, è prevista una detrazione al 110% per gli interventi mirati a rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e più sicuri in caso di terremoti, indirizzati a un’ampia platea di beneficiari.

Chi può richiedere il superbonus

L’elenco dei potenziali fruitori di questo intervento è davvero ampio, e comprende condomini, persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni), Istituti autonomi case popolari, cooperative di abitazione a proprietà indivisa, organizzazioni del terzo settore e associazioni e società sportive dilettantistiche, con specifiche limitazioni.

Inoltre, con le ultime modifiche al testo del DL Rilancio la misura è stata estesa anche alle seconde case e villette a schiera, escluse case di lusso, ville e castelli.

Come funziona il bonus

È possibile usufruire di questa misura per le spese sostenute a partire dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, a prescindere dalla data di stipula del contratto e dell’inizio dei lavori. Il superbonus ha una caratteristica davvero rilevante: può essere usato per ottenere una detrazione fiscale (direttamente in dichiarazione dei redditi) pari al 110% della spesa sostenuta oppure ceduto alle imprese che eseguono i lavori o a un istituto finanziario. In questo secondo caso, in pratica, c’è la possibilità di eseguire questi importanti lavori di ristrutturazione domestica senza spendere soldi, cedendo totalmente il bonus alle imprese.

La documentazione necessaria

Per avere accesso al bonus bisogna rispettare alcuni parametri e richieste molto specifici. In particolare, ci sono tre interventi portanti fondamentali, che “sbloccano” altre 5 tipologie di ristrutturazione:

  • Realizzazione del cappotto termico interno o esterno dell’edificio
  • Sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione o a pompa di calore.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione.

In pratica, l’obiettivo è favorire gli interventi condominiali (cappotto termico e impianti centralizzati) o gli edifici unifamiliari (cappotto e/o sostituzione impianti di riscaldamento).

Per questi lavori è obbligatoria l’asseverazione di un tecnico competente, che ha il compito di eseguire una diagnosi termica dell’abitazione prima dopo le operazioni, ed è anche necessario utilizzare materiali che rispettino i requisiti minimi ambientali e conseguire un risultato che migliori di 2 classi energetiche le prestazioni dell’edificio.

È quindi fondamentale conoscere l’attuale livello di efficienza energetica dell’immobile, ovvero richiedere il documento della Certificazione Energetica Ape (Attestato di Prestazione Energetica): oggi non è più necessario recarsi fisicamente agli sportelli degli enti locali, ma basta servirsi delle prestazioni di siti come Predeion, specializzato in documenti online come appunto l’APE o l’altrettanto utile visura catastale, una sorta di cartadi identità con tutti i dati dell’edificio o dell’unità immobiliare.

Quali altri interventi sono finanziabili?

Un altro aspetto importante di questa misura è la possibilità di allargare il novero degli interventi finanziabili: eseguendo uno degli interventi cardine di risparmio energetico agevolati con l’Ecobonus potenziato al 110%, infatti, si può estendere la ristrutturazione anche ad altre tipologie.

In particolare, è possibile richiedere anche l’installazione di pannelli solari o dei relativi impianti di accumulo di energia, il rifacimento delle facciate dell’edificio e un’altra serie di lavori compresi nel vecchio bonus, come ad esempio la sostituzione degli infissi di casa.

Inoltre, il Superbonus al 110% spetta anche per l’installazione delle colonne di ricarica per le auto elettriche.

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