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Rocchelli: genitori, abbiamo verità ma non giustizia

Fnsi, Alg e Ordine 'scorta mediatica' della famiglia

Una conferenza stampa alla vigilia del processo di Cassazione per l'uccisione di Andy Rocchelli, il fotoreporter pavese ucciso nel Donbass il 24 maggio del 2014, all'età di 30 anni, mentre documentava le condizioni dei civili coinvolti nel conflitto fra ucraini e separatisti filorussi, si è svolta nella sede dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, a Milano, alla presenza dei genitori di Rocchelli, Rino ed Elisa, del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, e del presidente dell'Ordine dei Giornalisti lombardo, Riccardo Sorrentino.
    Per questa vicenda Vitaly Markiv, un militare della Guardia nazionale ucraina, è stato condannato nel 2019 a 24 anni di reclusione dalla Corte d'Assise di Pavia e successivamente assolto, nel novembre 2020, nel processo d'appello e scarcerato.
    "Oggi, dopo 7 anni e mezzo, abbiamo la verità, ma non la giustizia", hanno affermato congiuntamente i genitori e l'avvocato della famiglia, Alessandra Ballerini. "Se qualcuno pensa che spegneremo la luce su questo caso - ha detto Giulietti - sappia che noi saremo sempre la scorta mediatica della famiglia, e di altri casi come questo". Sorrentino, dal canto suo, ha annunciato che proporrà, nel prossimo consiglio dell'Odg lombardo, di rilasciare la tessera da giornalista alla memoria per Andy Rocchelli "che era tra i tanti reporter invisibili". 

 

"In questo processo si è vista un'ingerenza di uno Stato estero così spudorata come non si era mai visto, ma la giustizia non c'entra con la geopolitica": lo ha detto Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, durante la conferenza stampa sul processo per l'uccisione di Andy Rocchelli, stamani, nella sede dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, a Milano. "Non voglio credere che siccome l'Ucraina è un Paese amico, allora una vicenda come questa debba essere destinata al silenzio - ha aggiunto Giulietti - sarebbe indegno, ricorderebbe un altro caso, quello di Regeni con l'Egitto. Ma è un dato di fatto che l'Ucraina abbia insultato i magistrati, la famiglia e i giornalisti italiani, e che non ci sia stata alcuna reazione. Esiste ancora un Ministero degli Esteri in Italia?".

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