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Sanità, Governo impugna legge regionale su medici Asl al privato

Sanità, Governo impugna legge regionale su medici Asl al privato

Opposizioni 'Lo avevamo previsto', Toti 'Non sarà ritirata'

GENOVA, 28 febbraio 2024, 20:20

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale della Giunta Toti che autorizza le strutture sanitarie private accreditate a impiegare medici dipendenti delle Asl e degli ospedali per l'intramoenia, come misura transitoria fino al dicembre 2025, con l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa. L'intervento del Governo ha scatenato un botta e risposta tra le opposizioni in Consiglio regionale e il presidente della Regione Giovanni Toti.
    "La norma è stata dichiarata inapplicabile in quanto ritenuta costituzionalmente illegittima dalle autorità, in contrasto con le norme nazionali. Noi lo avevamo detto e ora l'assessore regionale alla Sanità Angelo Gratarola, con evidente imbarazzo, dovrà fare retromarcia", commenta il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino. "La Giunta Toti continua a brancolare nel buio sulla sanità incassando anche il 'no' da un Governo amico di centrodestra", affermano il segretario del Pd ligure Davide Natale e la responsabile regionale per la Sanità del partito Katia Piccardo. "La norma sposta il baricentro sugli interessi del privato", sostengono i consiglieri della Lista Sansa Ferruccio Sansa, Roberto Centi e Selena Candia. Per il capogruppo M5S Fabio Tosi "la Giunta Toti ha voluto tirar dritto ed ecco così l'ennesima norma impugnata dal Governo".
    "Sapevamo che la normativa approvata in Regione sul lavoro dei medici nelle strutture private convenzionate poteva essere considerata in contrasto con la normativa nazionale. Ma siamo altrettanto convinti che quella stessa normativa nazionale sia uno degli ostacoli a ciò che serve, in emergenza, ad affrontare il tema delle liste di attesa. Lo abbiamo detto al ministro della Salute nell' incontro della settimana scorsa, comunicando che Regione Liguria, contrariamente ad altre volte, non intendeva recedere dalla norma e si difenderà davanti alla Corte Costituzionale. Non è il Governo, ma la Suprema Corte a decidere se la norma sia o meno applicabile", replicano il presidente Toti e l'assessore Gratarola.
   

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