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Università: Serra, non più 'terza missione'

Università: Serra, non più 'terza missione'

Vicepresidente APENet e componente Anvur, locuzione inadeguata

TRIESTE, 29 novembre 2023, 18:16

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Rinominare la "terza missione" delle università e dei centri di ricerca. E' la proposta lanciata nel corso del Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza che si sta tenendo in questi giorni alla SISSA da Pier Andrea Serra, vicepresidente del comitato di coordinamento della Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement (APENet) e membro del comitato ANVUR per la valutazione della terza missione, nonché delegato del rettore dell'Università di Sassari per la terza missione.
    Oltre alle attività di ricerca e didattica, le università hanno il compito di realizzare attività rivolte alla cittadinanza, come eventi per le scuole o festival. Serra è intervenuto all'incontro "La valutazione del public engagement.
    Impatto sociale e trasformazioni individuali, cosa e come misurare" e ha sottolineato che gli attuali nomi di "terza missione" e "trasferimento della conoscenza" siano ormai inadeguati per le attività svolte da ricercatrici e ricercatori.
    "La terza missione delle università nasce come trasferimento tecnologico - sottolinea Serra - poi però ha iniziato a comprendere tutte quelle attività di promozione sociale e culturale e poi anche di innovazione, come imprese, start up e brevetti. Cambiare questa definizione significa sottolineare la valorizzazione delle attività in termini di impatto sui territori e sui contesti di riferimento". Anche Maria Xanthoudaki, direttrice del Dipartimento educativo e del Centro di ricerca in educazione informale (CREI) del Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, intervenendo da remoto, ha sottolineato che queste definizioni attuali non tengono conto del coinvolgimento della cittadinanza.
    "A noi più che valorizzazione - ha insistito Serra - piace il concetto di co-produzione o co-creazione delle conoscenze in cui, in modo paritetico e orizzontale, ognuno col suo ruolo e la sua identità, cerca di valorizzare quello che fa". Su questo punto è intervenuto Michele Lanzinger direttore del MUSE Museo delle Scienze di Trento: "L'impatto non è solo un numero ma è un cambiamento sociale, economico, culturale e ambientale che richiede tempo e risorse per misurarlo". Per Paola Rodari di SISSA Medialab, che ha concluso l'incontro, queste "non sono questioni filosofiche ma discussioni necessarie per migliorare le attività".
   

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