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La pandemia mette in crisi i ragazzi, tra depressione e cyber bullismo cresce il senso di isolamento

Serve il sostegno e 400 istituti adottano la prima app per prevenire il bullismo

null © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 21 febbraio 2022
  • 20:33

Essere giovani in questo periodo è più complicato che mai. Una analisi pubblicata su Jama Pediatrics mette ero su bianco la crisi mondiale della salute mentale, soprattutto fra giovanissimi: l'incidenza di depressione e ansia fra adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia e oggi, secondo il report che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80.000 giovani, un adolescente su 4, in Italia e nel mondo, ha i sintomi clinici di depressione e uno su 5 segni di un disturbo d'ansia. Non solo: la nuova normalità portata dalla pandemia e la didattica a distanza hanno acuito il senso di isolamento dei ragazzi: sempre più presenti on-line, eppure ancora più soli ed esposti agli attacchi della Rete, pericolosa cassa di risonanza per bullismo e cyber bullismo, due facce della stessa medaglia in preoccupante ascesa. Nel 2021, complice il raddoppio del tempo trascorso “connessi”, il numero di casi di vessazioni online fra ragazzi è cresciuto del 59%: In Italia ne è vittima il 37% degli studenti fra i 13 e i 15 anni, mentre un ampio 31% ha subito violenza fisica.
“La pandemia degli ultimi due anni ha, purtroppo, accelerato ed esasperato gli atti di cyber bullismo e creato le cosiddette ‘classi connesse’. Questo significa che la scuola non finisce più quando suona la campanella e gli studenti vanno a casa e così, anche gli atti di bullismo che un tempo rimanevano confinati all’interno dell’istituto, proseguono spesso in rete. Chi subisce atti di cyber bullismo si sente assediato, inseguito anche dentro casa propria, senza possibilità di rifugio o via di fuga. I ragazzi e le ragazze che subiscono atti di bullismo e cyberbullismo non solo hanno problemi di apprendimento scolastico ma spesso affetti di medio lungo termine sulla salute psico-fisica”, dice Giovanna Chiesa, Ceo di Convy, la società benefit ideatrice di Convy School, la prima App contro bullismo e cyber bullismo basata su crittografia militare. La 19^ edizione del “Safer Internet Day”, l'8 febbraio 2022 la ricorrenza annuale dedicata a promuovere un uso più sicuro e responsabile del Web e delle nuove tecnologie, è l'occasione per accendere i riflettori su queste tematiche: "è sempre più urgente - prosegue - rendere le scuole e associazioni sportive dei luoghi “bulli free”. Questo deve essere fatto sia sensibilizzando i giovani alla corretta gestione delle piattaforme online, aumentando la loro consapevolezza ma anche fornendo il mezzo per aiutarli a chiedere aiuto".
La start up festeggia il suo primo compleanno con un traguardo importante, soprattutto in tempi di pandemia: oltre 400 scuole su territorio nazionale, in testa Sicilia, Calabria e Campania,  hanno aderito al suo progetto, basato su una tecnologia in grado di aiutare le scuole ad applicare le disposizioni contenute nel Legge N. 71 del 2017. L'App facilita la comunicazione tra gli studenti e la scuola, dotandoli di uno strumento familiare grazie al quale sentirsi liberi di confidarsi in totale riservatezza, segnalando i casi critici senza paura.
Nata dall’intuizione imprenditoriale di Valerio Pastore, esperto di sicurezza informatica e di crittografia militare, l’App Convy School è il primo tool digitale ideato per prevenire il cyber bullismo e agevola il referente scolastico nel monitoraggio e individuazione dei casi potenzialmente pericolosi, permettendo, inoltre, l’analisi dei dati anonimi da parte delle istituzioni per monitorare e tracciare il fenomeno. Fra i partner del progetto figurano: Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Lega Pro, Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, Federazione Italiana di Atletica Leggera, Fondazione Torino Wireless, F.I.R. Italia (Federazione Italiana Rugby). Come funziona? L’App è completamente gratuita per le famiglie e, una volta scaricata, il sistema richiede l’inserimento del numero di cellulare dell’utente per effettuare l’associazione con l’Istituto scolastico che dovrà ulteriormente confermare. L’associazione permetterà al responsabile incaricato dall’Istituto di visualizzare l’elenco di tutte le famiglie che hanno effettuato la registrazione e, da quel momento, tutti i dati e le comunicazioni delle famiglie faranno verso l’Istituto saranno sicure. Tutte le informazioni vengono protette da una cifratura AES256 e RSA che consentirà solamente al responsabile autorizzato, dall'istituto scolastico, di accedere alle comunicazioni effettuate. Tutti i dati relativi alle famiglie vengono sempre conservati in modalità cifrata per garantire la totale privacy e la riservatezza delle comunicazioni.
Cosa sono bullismo e cyber bullismo? Un attacco all’Autostima
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate come bersagli facili o incapaci di difendersi, che tendono a subirlo con rassegnazione e mancanza di autostima. Un fenomeno che trova sul Web un naturale palcoscenico, dando vita alla sua declinazione “cyber”.
Cosa si intende esattamente per cyber bullismo?
L’Italia è stato il primo paese Europeo ad introdurre la parola cyber bullismo all’interno del proprio ordinamento grazie alla Legge N. 71 del 2017 che all’articolo 2 lo definisce come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonchè la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”. I dispositivi digitali come cellulari, computer, e tablet si trasformano, quindi, in pericolosi veicoli per la condivisione di informazioni negative, oscene o false, come immagini, testi o video che possono compromettere le informazioni personali della persona vittima dell’attacco e danneggiare la sua reputazione e autostima.”
Presidi anti-bullismo in meno di una scuola su due
Nonostante l’impegno e le disposizioni normative, manca ancora un sostegno adeguato alle Scuole per l’attivazione dei presidi anti-bullismo previsti dalla Legge N. 71 del 2017. È ancora sconosciuta, in molte realtà, la figura del docente referente: solo l’11,5% delle Scuole conosce in maniera approfondita le linee guida Orientamento 2021 e meno del 50% ha attuato il protocollo di presa in carico delle situazioni di bullismo e cyber bullismo (Fonte: Studenti.it, 2021). A completare lo scenario la scarsa informazione delle famiglie e degli studenti sul fenomeno e su come intervenire, la resistenza delle vittime e dei testimoni a denunciare l’atto di bullismo. E ancora: l’assenza di modalità sicure per la ricezione delle segnalazioni da parte del referente scolastico – senza dimenticare che le denunce avvengono ancora attraverso procedure cartacee molto burocratizzate.

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