Giorno Memoria: su muri Roma la deportazione del giovane Fausto

Parte progetto 'Proiettiamo la storia delle pietre d'inciampo"

Redazione ANSA ROMA

Per il Giorno della Memoria arriva a Roma "Proiettiamo sui muri la storia delle pietre d'inciampo", il progetto che vuole ricordare le vittime della Shoah proiettando sui muri della città le storie delle persone a cui sono state dedicate le pietre d'inciampo, simbolo che rende omaggio alle vittime delle deportazioni e dei campi di sterminio nazisti.
    Domani, grazie al patrocinio del IV Municipio e al sostegno di Autostrade per l'Italia, sarà proposto il format ideato e coordinato da Serena Cecconi e Lidia Gattini: dalle 17.30 alle 21.30, di fronte alla Scuola Perlasca, in Via Pomona 9, verrà proiettata e raccontata la storia di una delle pietre di inciampo presenti nel quartiere.
    Protagonisti dell'edizione del 2021 del progetto sono gli studenti di Roma dell'Istituto Croce Aleramo i quali, dopo una fase preparatoria a cura dei giornalisti di Mandragola Editrice e con della docente Prof.ssa Elisa Cataldi, hanno partecipato a un laboratorio in presenza in una serie di incontri per creare un video-documentario e un podcast radiofonico per raccontare la storia di una delle persone deportate dal loro quartiere al quale è dedicata una pietra di inciampo.
    L'idea muove dall'impossibilità in questi ultimi anni di organizzare per le scuole il viaggio della memoria nei campi di concentramento, a causa delle restrizioni per la pandemia, così partendo dalle "pietre d'inciampo" ideate dall'artista berlinese Gunter Demnig, la storia prenderà nuova vita sui muri capitolini.
    Quest'anno si narrerà la storia del giovanissimo Fausto Iannotti, ricordato con una pietra di inciampo in via del Peperino. Fausto aveva 16 anni ed era un giovane abitante della borgata di Pietralata quando, nel trambusto dell'assalto al Forte Tiburtino dell'ottobre 1943, venne arrestato e imprigionato nel terzo braccio di Regina Coeli, a giurisdizione germanica. Il 4 gennaio 1944 venne deportato da Roma con destinazione Mauthausen. Immatricolato il 13 gennaio 1944 con il n.42118 triangolo rosso di politico, il successivo 28 gennaio 1944 venne trasferito nel sottocampo di Ebensee, dove morì il 30 aprile 1945 a 18 anni appena compiuti e a pochissimi giorni dalla liberazione. Nel 2012 gli è stata conferita la Medaglia d'Oro alla memoria. Nello stesso Municipio IV lo scorso anno fu posata anche la pietra d'inciampo in ricordo di Antonio Risi.
    (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA