Ottavio, mia moglie con Alzheimer e il rito del bacio

Lui con un tumore ma l'assiste da 4 anni, lei non lo riconosce

di Elida Sergi ROMA

Ottavio Comensoli non manca di dare ogni mattina il bacio del buongiorno alla moglie Florida. La sveglia dopo aver predisposto tutto perché la giornata inizi nel migliore dei modi. Nel pomeriggio o al mattino, in giornate normali, la porta a fare una passeggiata nella tranquillità e pace del Lago d'Iseo. Anche se lei non lo riconosce ormai da quattro anni si percepisce che lo considera il suo punto di riferimento.Il loro è un amore che supera i confini: quelli di un tumore, che ha colpito lui, e della malattia di Alzheimer, da cui invece è colpita lei.

La famiglia ha affrontato momenti davvero difficili, ma è più unita che mai, anche grazie al sostegno dei figli. La loro storia, raccolta da Ansa per la giornata mondiale dell'Alzheimer, per certi versi somiglia a quella di altre famiglie, con ovviamente delle particolarità.Tutto è iniziato nel 2010, quando la moglie di Ottavio, che aveva 57 anni e lavorava nell'ambito dell'assistenza domiciliare agli anziani, inizia a dimenticare dove deve andare e cosa deve fare. Provetta giocatrice di carte, con una forte memoria, inizia a 'fare cilecca' durante le partite dopocena in famiglia. Dopo due consulti, uno dei quali al San Raffaele di Milano, il responso è univoco: si tratta di Alzheimer. Un duro colpo per il marito e i figli: purtroppo non l'unico. Nel 2014 Ottavio apprende di avere un tumore allo stomaco. Nessun sintomo che lasciasse presagire, eccetto una forte dissenteria che lo ha colto improvvisamente. Nel momento di grande tensione familiare Ottavio dimagrisce di quattro chili.Per fortuna la neoaplasia appare 'poggiata' sul cardias e gli consente, dopo un intervento molto invasivo agli Spedali Civili di Brescia, di conservare comunque una parte dello stomaco. Oltre all'intervento, quattro cicli di chemio prima e cinque dopo. Quando percepisce che si sta riprendendo, sente che può ricominciare a prendersi cura della moglie.

"Sono riuscito a organizzarmi -sottolinea- per tenerla a casa. Quando la porto dalla neurologa per le visite semestrali mi dice che dopo tanto tempo la trova ancora abbastanza presente e reattiva". "Mia moglie non riesce a esprimersi normalmente, a fare ragionamenti conseguenziali- prosegue - molte volte bisogna interpretare quello che dice, ma riusciamo comunque ad interagire dopo tanti anni insieme. Anche ricorrendo a una complicità data da gesti e parole che utilizzavamo insieme. Io sono davvero ancora molto innamorato di mia moglie, non serve dirsi molto: bastano baci e abbracci". Il lockdown non e' stato semplice, anche perché la moglie di Ottavio era reduce da un ricovero ospedaliero per la rottura di un femore, ma nel complesso e' andata bene: lei era tranquilla, con la fisioterapia e' riuscita a recuperare molti movimenti, e questo ha reso più tranquillo anche marito. Hanno però dovuto rinunciare all'assistenza pomeridiana, a tutti i contatti non strettamente necessari, le medicine le compravano i figli della coppia che cercavano come potevano di assisterla ma senza poterla frequentare. "Durante l'ultima visita la neurologa di mia moglie mi ha chiesto se resistevo- conclude Ottavio- io le ho risposto che non ho questo problema: io mia moglie stiamo insieme da quando eravamo ragazzini, abbiamo fatto una vita assieme, assistersi reciprocamente e'normale. Lo era anche anche per mia moglie prima della malattia. La mia vita è dedicata a Florida,all'amore della mia vita,e cerco anche di dare un senso ai miei personali malesseri quotidiani legati alla parziale mancanza dello stomaco dando una mano ad un'altra famiglia nella quale sono entrato, "l' Associazione Vivere senza stomaco si può". Donare amore spesso significa ricevere amore, per me è cosi.   

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