/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

L'Ue con Draghi, linea dura per le aziende inadempienti

L'Ue con Draghi, linea dura per le aziende inadempienti

Intesa sui passaporti vaccinali, 'vanno fatti entro tre mesi'

BRUXELLES, 26 febbraio 2021, 09:52

Redazione ANSA

ANSACheck

Il premier Mario Draghi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Al summit europeo i 26 sposano la linea di Mario Draghi: bisogna accelerare sui vaccini penalizzando le Big Pharma inadempienti sulle forniture. E, con l'apertura di Angela Merkel, trovano un primo accordo per il via libera ai passaporti vaccinali, quei certificati che potranno consentire a chi ha ricevuto le dosi di muoversi e viaggiare. Vanno fatti entro tre mesi, è stato l'impegno politico. Con 51,5 milioni di dosi di vaccini distribuiti complessivamente nell'Unione a fine febbraio, e solo l'8% di europei che hanno ricevuto almeno la prima immunizzazione, i capi di Stato e di governo hanno chiesto che la Commissione adotti un approccio più rigido nell'applicazione del controllo dell'export per quelle aziende farmaceutiche che non rispettano i patti. "Non sarà un blocco dell'export", ha detto Emmanuel Macron, "perché questo comporterebbe una frammentazione della produzione mondiale".

Ma la strada è quella di penalizzare chi non rispetta le consegne. Un chiaro messaggio per AstraZeneca, che sembra aver favorito Regno Unito e Israele, a discapito dell'Unione, e di cui si narra vi siano svariati milioni di dosi in mano ad intermediari pronti a servire il miglior offerente. D'altra parte le giustificazioni del ceo Pascal Soriot, che sulla graticola del Parlamento europeo ha confermato la distribuzione di solo 40 milioni di dosi entro marzo e la sforbiciata del 60%, hanno inferto un nuovo colpo alla pazienza dei leader. L'obiettivo, come ribadito dalla presidente dell'Esecutivo comunitario Ursula Von der Leyen, resta quello di immunizzare il 70% della popolazione adulta, ovvero 255 milioni di persone entro fine estate, ma i grafici presentati sulle dosi previste in consegna nel secondo e nel terzo trimestre, come rilevato da Draghi, non rassicurano, perché non offrono certezza. Von der Leyen ha illustrato un grafico a colori ma privo di numeri, secondo il quale nel secondo trimestre si potrebbe raggiungere la consegna di qualcosa vicino a 600 milioni di dosi, tra quelle confermate, da confermare e di vaccini ancora da autorizzare. Ed il numero nel terzo trimestre dovrebbe salire fino a circa un miliardo e mezzo, ma sempre tra quanto deciso, pendente e sieri ancora da approvare.

Insomma, il quadro è ancora piuttosto vago. Invece serve certezza sulla data delle consegne, come messo nero su bianco nella dichiarazione congiunta dai 27, sollecitando ad "un'accelerazione sull'autorizzazione, la produzione, e la distribuzione" dei sieri, con l'endorsement al lavoro compiuto dalla task force guidata dal commissario Thierry Breton, che punta ad ampliare il numero di impianti coinvolti nella filiera, attualmente 41. "I passi avanti si vedono già, con le nuove produzioni di BioNtech in Austria e Germania. In particolare la fabbrica di Marburg potrebbe arrivare alla produzione di un miliardo di dosi per luglio", ha annunciato Von der Leyen.

E proprio riguardo alle manifatture, secondo una mappa presentata dalla presidente, l'Italia potrà giocare un ruolo di primo piano, con due siti per il 'fill and finish', il confezionamento dei prodotti iniettabili. Bisogna correre di più con le immunizzazioni per rallentare il dilagare delle varianti, ha insistito Draghi, e richiamando gli esempi del Regno Unito e degli Stati Uniti, che tengono ben stretti i loro vaccini, ha chiesto perché l'Europa non faccia altrettanto. Su questa scia, pur dando il suo sostegno al Covax, lo strumento per l'accesso globale ai vaccini anti-Covid, il premier italiano ha messo in rilevo il problema di credibilità nei confronti dei cittadini europei, che non capiscono donazioni in questo momento in cui l'Unione è ancora troppo indietro con le sue immunizzazioni. Sul tema del passaporto Covid, come sottolineato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nonostante restino vari interrogativi, la strada è aperta. L'obiettivo è scongiurare "misure unilaterali", come quelle ventilate dal cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, e dal greco Kyriakos Mitsotakis. Ora serviranno tre mesi per lo sviluppo tecnico di un sistema interoperabile europeo, la base necessaria per un pass per tornare a viaggiare, e dare una boccata di ossigeno alle economie che vivono di turismo. Paesi del sud in testa.

"Noi dobbiamo esigere che le case farmaceutiche rispettino quanto avevano promesso. Forse qui c'è stata da parte della Commissione una sottovalutazione di quanto le promesse delle case farmaceutiche avrebbero potuto dimostrarsi non attendibili del tutto", ha detto in mattinata il commissario all'economia Paolo Gentiloni parlando a Radio Anch'io.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

Guarda anche

O utilizza

ANSA Corporate

Se è una notizia,
è un’ANSA.

Raccogliamo, pubblichiamo e distribuiamo informazione giornalistica dal 1945 con sedi in Italia e nel mondo. Approfondisci i nostri servizi.