Ford, ora gli interni auto sono a prova di igienizzanti

Test per modificare la costituzione chimica dei rivestimenti

Redazione ANSA ROMA

L'uso di igienizzanti per le mani, allo scopo di prevenire la diffusione del coronavirus, potrebbe danneggiare le superfici delle auto che entrano in contatto con le mani. Per questo gli ingegneri Ford sono stati incaricati di testare nuovi prodotti sui materiali utilizzati all'interno dei veicoli dell'Ovale Blu. Sulla base dei risultati dei test, la costituzione chimica dei rivestimenti protettivi può essere riformulata per garantire che gli interni rimangano intatti, indipendentemente dalle sostanze con cui entrano in contatto.

L'uso di disinfettanti per le mani è cresciuto molto a causa della pandemia da Covid-19, ad esempio, in Italia le vendite di gel igienizzanti sono aumentate di 18 volte confrontando i dati settimanali, anno su anno. Alcune recenti previsioni indicano che il mercato globale dei disinfettanti per le mani aumenterà di quasi due volte e mezzo nel 2020 rispetto al 2019.

Anche se il disinfettante aiuta a uccidere i germi presenti sulle mani e gli interni dei veicoli Ford possono resistere ai loro potenziali effetti dannosi, non significa che il resto del veicolo sia privo di germi, soprattutto se condiviso con altre persone. Durante la pulizia, è auspicabile evitare l'uso di prodotti contenenti candeggina o perossido di idrogeno, nonché quelli a base di ammoniaca, poiché possono danneggiare i rivestimenti antiriflesso e antimpronta. Utilizzare il disinfettante per la casa può essere una soluzione efficace per eliminare ogni minaccia.

''Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle aree che vengono toccate più frequentemente come il volante, le maniglie, la leva del cambio, eventuali pulsanti o schermi touch, aste dei tergicristalli, braccioli e dispositivi di regolazione del sedile'', ha affermato Jenny Dodman, Chief Medical Officer, Ford of Britain. I team Ford di Dunton, in UK, e di Colonia, in Germania, testano campioni di materiale a temperature che, in alcuni casi, possono raggiungere anche i 74° C - la temperatura che potrebbe raggiungere l'interno di un'auto parcheggiata in spiaggia, durante una giornata molto calda. Con altri test vengono simulate la prolungata esposizione al sole, attraverso l'uso di campioni bombardati con luce ultravioletta per un massimo di 1.152 ore (48 giorni). Inoltre, viene testata anche la resistenza della plastica a temperature fino a -30° C quando diventa più fragile, facendo rimbalzare ripetutamente una palla di gomma pesante, per assicurarsi che la plastica non si rompa.

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