Anbi, poca acqua in alcune regioni, estate a rischio siccità

Le piogge hanno migliorato la situazione, ma restano criticità

Redazione ANSA ROMA

Le piogge recenti e lo scioglimento primaverile delle nevi alpine hanno migliorato la situazione delle riserve idriche in Italia. Ma restano zone in sofferenza, e soprattutto resta il rischio siccità per la prossima estate.

Lo spiega l'associazione dei consorzi di bacino, l'Anbi, con un comunicato.

Secondo i dati dell'Osservatorio Anbi, è lo scioglimento delle nevi a caratterizzare l'attuale situazione idrica nel Nord Italia. A beneficiarne sono soprattutto i grandi laghi. Pur rimanendo sotto la media stagionale, sono in ripresa il lago Maggiore (55,1% di riempimento) ed il lago di Como (36,5%). Il lago d'Iseo, dopo mesi di sofferenza idrica, è al 66,4% della capacità d'invaso, sopra la media stagionale, così come il lago di Garda (82,9% di riempimento).

Di riflesso ne beneficia anche il fiume Po che, lasciato il Piemonte e dopo centinaia di chilometri in deficit rispetto allo scorso anno, torna in media al rilevamento di Pontelagoscuro verso il delta. Analogamente sono in ripresa idrica i fiumi piemontesi Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo.

"E' una ricchezza però che, in assenza di bacini di stoccaggio, defluirà rapidamente verso il mare. Sono risorse, che rischiamo di rimpiangere di fronte a mesi che si preannunciano idricamente complicati", spiega Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

Cresce la preoccupazione per la situazione dei fiumi in Emilia Romagna: sotto le medie mensili, ad eccezione di Panaro, nel modenese e Nure, nel piacentino. Nelle stesse province, Secchia e Taro hanno raggiunto il minimo storico.

Sono, invece, le piogge ad aver lenito il grave deficit idrico, che si registra in Puglia e Basilicata, dove continuano a mancare rispettivamente 109 e 88 milioni di metri cubi negli invasi. A beneficiare delle precipitazioni sono stati soprattutto i bacini di Occhitto e Pertusillo (il suo livello è ora addirittura superiore all'anno scorso).

Resta largamente deficitaria la situazione idrica in Calabria e Sicilia (-62 milioni di metri cubi circa negli invasi dell'isola), mentre si conferma confortante l'accumulo idrico nei bacini della Sardegna, così come nell'Italia Centrale.

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