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Visita di Braganti alla Rsa di Città della Pieve

Modello centrato sui bisogni complessi delle persone

(ANSA) - CITTÀ DELLA PIEVE (PERUGIA), 07 OTT - Ha garantito, anche nella fase di emergenza della diffusione del Covid, una tempestiva presa in carico di pazienti non residenti nel territorio del Distretto del Trasimeno, al fine di supportare anche le altre strutture intermedie aziendali, la Rsa (Residenza sanitaria assistita) di Città della Pieve che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita del direttore generale dell'Usl Umbria 1, Massimo Braganti, accompagnato dal direttore del Distretto del Trasimeno, Emilio Paolo Abbritti.
    Ad accoglierlo la responsabile della struttura, Caterina Magliocchetti. "Il supporto fornito dalla Rsa di Città della Pieve, nella gestione di alcune tipologie di malati, è stato fondamentale in un momento particolare come quello legato alla Pandemia. Ritengo che fosse doveroso ringraziare il personale per l'impegno e la professionalità che hanno messo e mettono in campo ogni giorno", ha commentato Massimo Braganti. Sempre durante il periodo di Pandemia, la Rsa di Città della Pieve ha implementato l'inserimento di persone con gravissima disabilità, conseguente a patologie/deficit da cui è derivata una permanente e totale dipendenza, come, ad esempio, gli esiti cronici stabilizzati di cerebrolesioni acquisite o di patologie neurologiche. I numerosi apprezzamenti ricevuti nel tempo dai familiari degli ospiti hanno sottolineato l'efficacia del modello organizzativo centrato sulla attività integrata della equipe multidisciplinare e multiprofessionale che ha garantito la gestione degli inserimenti, la stesura del Piano assistenziale individualizzato, la verifica del percorso assistenziale e della continuità nella fase della dimissione. "È la centralità della relazione con l'ospite, il riconoscimento della specificità ed unicità dei suoi bisogni, del suo contesto familiare, la sensibilizzazione e l'addestramento dei familiari alla migliore gestione possibile al rientro a domicilio, a caratterizzare l'attività quotidiana di una equipe dotata di alta professionalità - sottolinea la Usl Umbria 1- orientata alla umanizzazione del servizio e alla verifica quotidiana delle azioni ed attività al fine del miglioramento della qualità delle stesse a favore della tutela della salute degli ospiti". (ANSA).
   

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