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Brunello, + 21% nel 2022, volano prezzo medio e mercati

Bindocci: 'Brand traina più dei ranking ma timori recessione'

Redazione ANSA MONTALCINO (SIENA)

(ANSA) - MONTALCINO (SIENA), 07 NOV - Prosegue la corsa del Brunello di Montalcino, grazie a un prezzo medio in forte incremento, una buona tenuta dei volumi e un'ulteriore crescita nei mercati strategici, già protagonisti di un boom nel biennio precedente. Lo rileva, a pochi giorni da Benvenuto Brunello (11-21 novembre), il Consorzio del vino Brunello di Montalcino in base ai dati del nuovo Osservatorio prezzi sul venduto nei primi 9 mesi del 2022: quasi 7 milioni di bottiglie. Secondo il campione, le cui imprese incidono per il 28% sul venduto, la crescita tendenziale a settembre segna in termini di valore un +21,5%, con un balzo del prezzo medio tra prodotto di Annata e Riserva - ora vicino ai 27 euro alla bottiglia franco cantina - ben oltre la spinta inflazionistica.
    In crescita, a sorpresa, si spiega, per un'ultima annata (2017) non così ricca, anche i volumi, saliti del 6%. La proiezione sui 12 mesi del 2022 porta a un valore complessivo delle vendite vicino ai 250 milioni di euro. In crescita anche i numeri relativi al Rosso di Montalcino, in valore (+20%) e in volume (+9%). Molto bene la domanda interna, oggi circa 1/3 dell'intero mercato grazie a una crescita dei volumi commercializzati, oltre 17%, con i valori a +31%. Ma è anche quasi tutto l'estero a tirare, a partire dagli Usa (che valgono in valore il 33% delle esportazioni): con il dollaro forte ha pesato meno il fortissimo rialzo del valore medio (+25%), a fronte di volumi stabili. Dietro agli Usa vola la domanda canadese (+27%) e cresce in doppia cifra anche la Germania, che supera il Regno Unito, unica tra le big in difficoltà (-15%).
    Commenta Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio: "La denominazione continua a girare oltre le attese a prescindere dai ranking delle annate, grazie a un brand collettivo sempre più riconosciuto e apprezzato nel mondo. Ciò detto, la difficile fase congiunturale che ci attende nel breve e medio periodo ci impone massima attenzione: il Fondo monetario internazionale prevede una fase recessiva nel 2023 per l'Italia e la Germania e anche negli Usa le recenti prospettive al ribasso per i prodotti super-premium analizzate da Rabobank suonano come campanelli di allarme da non trascurare". (ANSA).
   

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