Addio a Diaconale, direttore e portavoce tifosi Lazio

Dal giornalismo politico al ruolo con Lotito, aveva 75 anni

 Addio ad Arturo Diaconale. E' morto nella notte a Roma il giornalista e portavoce della Lazio. Aveva 75 anni e da diversi mesi lottava contro una grave malattia. Nel 2016 era arrivato al club romano, chiamato da Claudio Lotito, per occuparsi della comunicazione della società, e oltre al ruolo ufficiale aveva incarnato spesso il ruolo di portavoce degli umori della tifoseria biancoceleste.
Giornalista di lungo corso, era stato direttore dell'Opinione per 27 anni. Grazie alla sua esperienza nel mondo del giornalismo e della politica, Diaconale il 4 agosto del 2015 era stato eletto come membro nel consiglio d'Amministrazione della Rai dalla commissione vigilanza della Rai, carica ricoperta fino a luglio del 2018.
Abruzzese di nascita e romano di adozione, dopo la laurea in Giurisprudenza iniziò l'attività giornalistica nella redazione romana de Il Giornale di Sicilia (1973). Nel 1976 divenne giornalista parlamentare, nell'80 capo della redazione romana ma nel 1985 passo' come redattore parlamentare a Il Giornale, allora diretto da Indro Montanelli. Nel '93 fu nominato direttore del settimanale L'Opinione, che Diaconale trasformò in quotidiano diventato successivamente L'Opinione delle liberta'.
Nel 1995 ha ideato e condotto una trasmissione giornalistica su Rai 3, dal titolo "Ad armi pari" e negli anni successivi ha partecipato come opinionista a tutti i principali talk show italiani. Nel 1996 fu candidato al Senato per il Polo per le Liberta' del Lazio, nel collegio di Rieti, ma fu sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo, Gavino Angius. Diaconale è stato molto impegnato negli anni anche nel sindacato unico dei giornalisti. come vice-segretario nazionale della Fnsi e segretario dell'Associazione stampa romana.
Tantissimi i messaggi di cordoglio: da quello del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ha ricordato "prima l'amico e poi il prezioso collaboratore", a quelli del mondo della politica, da Maurizio Gasparri a Giorgia Meloni, da Antonio Tajani a Maria Stella Gelmini, dalla Fnsi al presidente della Rai Marcello Foa e l'amministratore delegato Fabrizio Salini.

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