Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

'A Tulkarem abbattono statue ma noi senza eroi'

'A Tulkarem abbattono statue ma noi senza eroi'

L'ateneo chiuso da ottobre, al campo profughi i blitz israeliani

TULKAREM (CISGIORDANIA), 21 novembre 2023, 10:08

dell'inviato Lorenzo Attianese

ANSACheck
'A Tulkarem abbattono statue ma noi senza eroi ' - RIPRODUZIONE RISERVATA

All'inizio della salita del campo profughi di Nur Shams, sul finire della strada 57 che da Nablus porta a Tulkarem, dei ragazzi se la ridono di fronte a una pozzanghera dove le macchine sterzano per non affondare: in quella striscia mancante d'asfalto c'era un monumento ad Arafat, rimosso qualche giorno fa dai bulldozer dell'esercito israeliano. "Abbattono le statue per distruggere quelli che sarebbero i nostri eroi, ma noi non ne abbiamo", dicono.

Yahya Bishara, un giovane colto di 26 anni, frequentava invece l'ateneo qualche chilometro più avanti: è un agronomo ma non riesce ancora a dimostrarlo. Non può ritirare il certificato di laurea perché dal 7 ottobre la sede dell'università è stata chiusa e non si sa quando riaprirà. "È così perché da un mese sono scattate misure di sicurezza", dice alludendo ai tumulti nelle città della West Bank cresciuti dopo l'inizio della guerra a Gaza. Tulkarem, nell'area A teoricamente sotto il controllo dell'Autorità palestinese, è una città del centro nord popolata dalla classe media, fatta di agronomi e operai che lavorano nei vicini stabilimenti chimici e isolata ad ovest dai territori costieri di Israele, da cui confina con muri e check-point spesso chiusi.

Adesso uno dei modi per raggiungerla è passare da Hiworah, che è una città quasi fantasma: i negozi della strada principale sono tutti chiusi dal 7 ottobre, con i soldati che presidiano i magazzini vuoti, in attesa che possano riaprire dopo la fine delle costruzioni degli edifici dei coloni, costruiti a ridosso. "Le restrizioni sono ovunque - spiega Yahya - perché gli insediamenti israeliani aumentano, quindi per evitare rischi di attacchi vengono fatte chiudere le scuole e i bambini restano in strada. L'autorità palestinese deve assicurarci più libertà di movimento nei Territori, garantire risorse e bloccare i prezzi, basti pensare che il costo di un sacco di farina è quadruplicato. Intanto le tasse dovute da Israele all'Anp non vengono più erogate e gli stipendi pubblici non vengono pagati".

Video Israele, a sud di Hebron sale la tensione tra coloni e palestinesi

 

Nella Cisgiordania in cui mancano le elezioni dal 2006 Yhaya non ha mai votato e si astiene sulla politica. "Hamas? So soltanto che quanto è successo è una conseguenza di ciò che sta accadendo qui". Non risponde su chi voterebbe un domani, così come divagano i tanti commercianti rintanati per il temporale nelle botteghe intorno a piazza Thabet, dominata dai girarrosto di shawarma, bazar e negozi di abbigliamento: lo scenario consueto del centro delle città di questo territorio. Il campo profughi di Nur Shams, che assieme a quello di Jenin e Nablus chiude il triangolo a nord della cosiddetta resistenza armata palestinese, è praticamente contiguo alla città stessa, anzi geograficamente la introduce e si distingue solo per i suoi caseggiati decrepiti. "Quel campo lo consideriamo parte di Tulkarem - dice orgoglioso Yhaya - da lì i bambini che a nove anni terminano le scuole dell'Onu all'interno del campo potrebbero poi venire nei nostri istituti, se solo adesso fossero aperti. L'obiettivo sarebbe offrirgli qualcosa da fare invece di restare a casa o in giro".

Video I contadini palestinesi: 'I coloni sono armati e ci tolgono le terre'

 

A Nur Shams i più ricchi sono quelli che lavorano dagli sfasciacarrozze, che si notano per i cumuli di carcasse di auto lasciate sulle strade, molto spesso macchine rubate in Europa e cannibalizzate in Palestina per la rivendita in nero dei ricambi. Su alcune mura tra i palazzi antichi e malandati si intravedono scritte in verde che inneggiano al 'battaglione Jenin' o il disegno di un miliziano con kefiah e fucile, sopra la scritta 'disciplina del kalashnikov', oltre allo slogan 'i rivoluzionari sono il primo dei popoli liberi'. Poi ci sono i volantini neri che fanno riferimento ai giovani uccisi durante qualche scontro: gli ultimi solo la settimana scorsa, dove oltre ai bulldozer sono arrivati anche i soldati israeliani per un blitz in cui sono stati uccisi sei ragazzi, i cui volti finiranno probabilmente anch'essi attaccati ai muri. Davanti all'entrata della città di Tulkarem il tributo ad Arafat appena demolito non è l'unico a mancare. C'è la voragine allagata dalla pioggia battente, metafora di un vuoto che adesso si sta riempendo con il fango.

Video I coloni: 'Israele ha perso la fiducia nei palestinesi'

 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

Guarda anche

O utilizza