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Pnrr: Ey, con digitale, green e inclusione il Lazio corre

Forti settori di eccellenza, dal farmaceutico a aerospazio e Ict

Roma ANSAcom

I dati di un’analisi EY-Luiss Business School ritraggono il Lazio come una regione forte dei propri settori di eccellenza, "come il farmaceutico, l’Ict, l’aerospaziale, l’artigianato, l’automotive e l’agroalimentare". "Per sfruttare appieno i fondi del Pnrr è fondamentale mettere a fattor comune le risorse a disposizione per lo sviluppo dei distretti laziali e di conseguenza per l’economica regionale nel complesso", dichiara il partner e responsabile della sede di Roma di EY, Riccardo Rossi, aprendo i lavori del primo appuntamento di Imprenditori d’Italia, un roadshow di incontri in alcuni dei principali distretti italiani. Uno degli elementi di forza della regione che emerge dallo studio è il ruolo del terzo settore. Ha sede nel Lazio quasi il 10% di tutte le imprese sociali attive in Italia e vi lavora il 13% dei dipendenti nel settore non profit. In questo campo la Regione è seconda solo alla Lombardia.

"La transizione digitale, ecologica e il tema dell’inclusione sociale sono le tre aree strategiche identificate come prioritarie nell’ambito degli interventi del PNRR nel territorio”, sottolinea Rossi. In particolare alla modernizzazione è destinata la maggior parte dei fondi del Pnrr per la Regione (41%) con grandi investimenti in infrastrutture digitali, innovazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Si tratta di un campo in cui il Lazio risulta un forte innovatore e la terza regione del Paese per livello di digitalizzazione dietro a Lombardia ed Emilia-Romagna. Una sfida indicata per il futuro è quella di legare ai progetti di innovazione green, a partire da bioedilizia, smart mobility ed economia circolare, anche quelli di innovazione digitale per creare sinergie. E proprio sul fronte dell’economia circolare, durante l’evento, viene anticipato un progetto di Maire Tecnimont per Roma. "Nella discarica Malagrotta noi vediamo il petrolio del terzo millennio, per altri evidentemente è un problema", afferma il presidente del gruppo, Fabrizio Di Amato, che ha un piano per usare i rifiuti per fare idrogeno per la mobilità e altri prodotti. "Ci aspettiamo che ci sia la possibilità di presentare questo piano e che sia valutato insieme anche ad altre proposte", osserva Di Amato. "Si parla di 90-100 milioni di tonnellate di rifiuti ed è provato che un terzo di quello che in questi rifiuti è assimilabile a petrolio. Quindi è come dire che a Malagrotta ci sono 30 milioni di tonnellate di petrolio senza necessità di perforare sottoterra", spiega Di Amato. "Noi in Italia consumiamo 20 milioni di tonnellate di petrolio all'anno quindi - calcola - se noi immaginassimo di utilizzare tutto quel 'petrolio' recuperato dai rifiuti, tutto il sistema potrebbe andare avanti per un anno e mezzo".

Tra i temi da affrontare per la Regione c'è il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Nel Lazio ammonta al 26% la quota delle entrate di difficile reperimento: un dato migliore della media nazionale (34%), ma in costante aumento (nel 2019 si attestava al 21%). Questa percentuale sale al 35% nel caso dei profili “green”, ossia con competenze specifiche in ambito ambientale (41% Italia). In generale, il difficile reperimento è legato sia alla mancanza dei profili ricercati sia all’inadeguata preparazione dei canditati. I settori regionali con maggiori difficoltà di reperimento sono la meccatronica, la metallurgia, l’elettromedicale, l’ICT e le costruzioni. Per le prospettive del futuro, sono miglioramento i dati sulle imprese attive nella provincia di Roma (in cui è localizzato circa l’82% di tutte le imprese regionali) che nel primo trimestre 2022 crescono dello 0,3% dopo il calo del 6,5% dell'anno precedente.

In collaborazione con:
EY

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