Manovra, in arrivo quasi 4 miliardi per la Sanità

Le risorse serviranno tra l'altro, per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale, per le indennità per medici e infermieri e per la proroga per tutto il 2021 dei contratti a tempo determinato.

Quasi 4 miliardi per la sanità. E' questa, secondo quanto apprende l'ANSA, la dote che il governo è pronto a stanziare con la manovra per il 2021 che dovrebbe arrivare in nottata sul tavolo del cdm. Le risorse serviranno tra l'altro, per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale, per le indennità per medici e infermieri e per la proroga per tutto il 2021 dei contratti a tempo determinato. 

"Ritengo del tutto improponibile, l'ho detto in ogni sede e voglio dirlo ora anche pubblicamente, pensare a nuove tasse in questa fase, o a ripristinarne di vecchie, o ad attivare come se nulla fosse accaduto i procedimenti esecutivi per riscuotere quelle non pagate". Lo scrive su Facebook la capo delegazione di Iv Teresa Bellanova.
"La situazione economica del nostro Paese è estremamente delicata. Per questo ascolto esterrefatta chi ancora insiste nel volere nuove tasse come la sugar o la plastic, con impatti negativi sulle imprese del settore e sui consumatori: un pessimo messaggio al Paese. O anche chi sottovoce fa ventilare l'ipotesi di ripristinare una tassa che anni fa il governo Renzi ha mandato in soffitta, quella sulla prima casa. O infine chi presume che ci siano le condizioni per riattivare indiscriminatamente la riscossione coattiva da parte dell'Agenzia delle Entrate dopo la sospensione emergenziale decisa a marzo, riprendendo l'invio di migliaia di cartelle esattoriali come se questi mesi non avessero prodotto gli impatti drammatici che ben conosciamo".

CONFINDUSTRIA, STOP AL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI - "Ci aspettiamo che alla parole di Patuanelli sui licenziamenti seguano i fatti. Il divieto di licenziare infatti era stato detto essere una misura emergenziale", dice il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, dal palco del convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, in un confronto con la leader della Cisl, Annamaria Furlan, che dal fronte dei sindacati ha espresso una posizione esattamente opposta. Entrambi hanno fatto riferimento alla possibilità di uno stop al blocco dei licenziamenti dal 2021, prospettata dal ministro dello Sviluppo economico. "Non vogliamo la Cassa Covid, vorremmo piuttosto poter utilizzare la Cassa integrazione ordinaria ma non essere soggetto al divieto di licenziamento", dice Stirpe.

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