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Iniziativa giornalisti Ue e America Latina contro fake news

Congresso a Madrid di direttori redattori dai due continenti

(ANSA) - ROMA, 01 DIC - La "proliferazione esponenziale delle fake news" può trasformarsi in un'opportunità per i mezzi d'informazione e i giornalisti professionisti capaci di fornire un'informazione veritiera con il loro lavoro quotidiano, sviluppando anche le capacità di 'fact checking'. Ma per questo sono necessari il sostegno e la collaborazione dei rispettivi governi. E' questo l'appello contenuto in una dichiarazione firmata a Madrid al termine del quinto Congresso dei media di Paesi Ue, dall'America Latina e dei Caraibi, alla quale hanno preso parte una quarantina di direttori e giornalisti.
    Chiudendo i lavori del congresso, organizzato dal gruppo Prestomedia in collaborazione con Vocento, che controlla tra l'altro il quotidiano spagnolo Abc, la portavoce del governo spagnolo e ministra delle politiche territoriali, Isabel Rodriguez, ha posto l'accento sui pericoli per la democrazia dalla diffusione della disinformazione: "Non vogliamo - ha affermato - che questo si trasformi nella nuova normalità". La stessa preoccupazione è stata espressa dai partecipanti ai lavori, cominciati con una seduta ospitata dal Senato alla presenza del ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno. Ma forte è stata anche la denuncia degli attacchi ai giornalisti, in aumento non solo nella regione latinoamericana e caraibica, bensì nella stessa Unione europea.
    "Il congresso - si legge nella dichiarazione finale - rende omaggio ai colleghi che sono morti nell'esercizio della loro professione , così come a tutti quelli che devono lavorare in situazioni di rischio". Inoltre, sono stati condannati "quegli Stati che non garantiscono l'esercizio della libertà e il diritto all'informazione" permettendo "abusi della giustizia" contro i giornalisti. Ma la difesa della libertà d'informazione, è stato ancora sottolineato, passa anche per il rispetto dei diritti sindacali dei giornalisti da parte degli editori e una adeguata formazione continua. (ANSA).
   

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