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Due esplosioni a Gerusalemme: morto un ragazzo di 16 anni e 31 feriti

Doppio attentato alla vigilia del nuovo governo Netanyahu

Torna l'incubo pacchi a bomba a Gerusalemme. Ed è caccia all'uomo per i responsabili del doppio attentato terroristico che ha causato la morte di uno studente di un collegio rabbinico di 16 anni e il ferimento di oltre 30 persone, di cui almeno due versano in gravi condizioni.

Due ordigni ad "alta tecnologia", secondo la polizia, zeppi anche di chiodi, viti e biglie, attivati da remoto da cellulari, sono esplosi nei pressi di due stazioni di autobus all'ora di punta, con l'intento di causare più vittime possibili. Un attacco come non si vedeva da anni (dai tempi della Seconda Intifada) e che ha chiaramente l'obiettivo di riverberarsi politicamente sul nascente governo di destra guidato da Benyamin Netanyahu.

La tecnologia impiegata, hanno avvertito gli analisti, sembra escludere l'opera di un lupo solitario o di gruppi armati come la Fossa dei Leoni di Nablus, quanto indicare piuttosto qualcuno ben addestrato a strumenti sofisticati, pratico dei luoghi, in grado di muoversi liberamente in città e assistito non solo economicamente.

Un salto di qualità omicida - che appare spiazzare anche l'Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen - non ancora rivendicato, ma subito salutato da Jihad islamica e Hamas come una risposta alla "profanazione dei luoghi santi islamici" da parte di Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, i due esponenti di ultradestra probabili ministri di Netanyahu.

Daoud Shehab, un dirigente della Jihad islamica, citato dalla radio pubblica israeliana Kan, ha detto che le esplosioni a Gerusalemme sono "operazioni eroiche" lanciate per ricordare agli israeliani che i luoghi santi islamici rappresentano "una linea rossa" che non deve essere oltrepassata. Shehab ha diretto in particolare il proprio avvertimento a due dirigenti dell'estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, accusandoli di aver ''fatto irruzione'' nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme.

"L'Italia condanna con fermezza i vili attacchi terroristici a Gerusalemme. La violenza contro i civili è un atto criminale. Esprimo solidarietà al governo dello Stato d'Israele ed alle famiglie delle vittime", ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

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