Raab apre summit G7, 'fronte democrazie contro minacce'

Far fronte comune "fra società aperte e democratiche e dimostrare unità in un tempo nel quale è necessario contrastare le sfide che condividiamo e le minacce che si moltiplicano". E' l'obiettivo della presidenza britannica del G7 riassunto nel messaggio di benvenuto diffuso dal padrone di casa Dominic Raab sullo sfondo dell'apertura alla Lancaster House di Londra della prima sessione della riunione dei ministri degli Esteri dei 7 (per l'Italia Luigi Di Maio) e del capo della diplomazia Ue, un mese prima del vertice dei leader in Cornovaglia. Sessione dedicata fra l'altro agli spinosi rapporti con Russia e Cina, e a Siria e Libia. 

Raab, che ieri ha offerto una cena introduttiva agli ospiti nella quale si è discusso in particolare dei programmi nucleari di Iran e Corea del Nord sullo sfondo della strategia della nuova amministrazione Usa di Joe Biden improntata a un mix fra "diplomazia e dissuasione", ha in programma una serie di incontri bilaterali a margine dell'incontro collettivo, che proseguirà fino a domani. Ieri ha già visto, fra gli altri, il neo segretario di Stato americano, Antony Blinken, mentre nelle prossime ore ha in agenda pure un faccia a faccia con Di Maio.

"La presidenza del G7 affidata al Regno Unito - ha affermato nella nota diffusa dal Foreign Office in apertura - è una opportunità per radunare le società aperte e democratiche e dimostrare unità in un tempo in cui è assai necessario affrontare le sfide che condividiamo e le minacce che si moltiplicano". Mentre la presenza nella seconda giornata in veste di ospiti aggiuntivi "dei nostri amici di Australia, India, Corea del Sud e Sudafrica, oltre che della presidenza di turno dell'Asean, riflette la crescente importanza della regione Indo-Pacifica per il G7", ha proseguito il ministro degli Esteri del governo di Boris Johnson.

La sessione iniziata stamattina prevede in particolare discussioni su Cina, Birmania, Libia, Siria, Etiopia, Russia e Afghanistan (con Di Maio chiamato ad aprire i lavori su Libia e Siria). Mentre domani ci sarà spazio, assieme ai Paesi ospiti, per parlare di "società aperta", libera informazione, detenzioni arbitrarie nel mondo, libertà di religione, cyber governance, propaganda online (con gli annunciati meccanismi di risposta rapida alla disinformazione imputata tanto a Mosca quanto a Pechino), cambiamenti climatici, cooperazione su post Covid e vaccini, rilancio sostenibile dell'economia. Senza dimenticare l'educazione delle ragazze o l'aiuto all'occupazione femminile per cui Londra ha già preannunciato un impegno comune a stanziare 15 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni. 
   

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