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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Nuveen: green energy credit per finanziare la transizione energetica

Insieme all’aumento degli investimenti in infrastrutture chiave, negli ultimi anni in Europa è cresciuta anche la necessità di finanziamenti per sostenere progetti di energia pulita. Un’esigenza alla quale sulla scorta dell’invasione russa dell’Ucraina si è sommato negli ultimi mesi un altro tema estremamente urgente, ovvero quello dell'indipendenza energetica del Vecchio Continente, che guardando avanti è destinato a svolgere un ruolo sempre più importante nel futuro della regione. In tale contesto i prestiti per finanziare la transizione energetica sono essenziali per la crescita della green energy in tutta Europa, e i numeri lo confermano: nonostante, in Europa occidentale tra il 2010 e il 2020, complessivamente i finanziamenti per la transizione energetica abbiano superato i 550 miliardi di euro, (secondo un’analisi di Nuveen Glenmont Partners, basata tra gli altri sui dati di Thompson One Project Finance, IRENA Renewable Power Generation Costs in 2020 e IEA World Energy Investment 2021) il gap di finanziamento per la transizione energetica rimane ancora significativo. Secondo il G20, il fabbisogno complessivo di capitale previsto per gli investimenti in infrastrutture pubbliche e private in Europa tra il 2021 e il 2030 si aggira intorno ad un totale di circa 5 trilioni di euro. I paesi europei dovranno quindi aumentare i loro investimenti in infrastrutture sostenibili e in progetti di transizione energetica attraverso un'ondata di nuovi prestiti, non solo se intendono raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, ma anche per soddisfare le esigenze infrastrutturali regionali.

 

 

Date tali premesse, un’interessante modalità per finanziare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio è offerta dal green energy credit, che oltre a dare agli investitori la possibilità di raggiungere importanti obiettivi di sostenibilità, può rappresentare anche una fonte di rendimento, stabilità e diversificazione di portafoglio.

 

Cosa si intende con green energy credit? E quali sono i vantaggi? Come spiega Scott Lawrence, partner di Glenmont Partners, società che fa capo a Nuveen, quando si parla di green energy credit ci si riferisce comunemente ad “un sistema di prestiti che finanziano asset di energia pulita, come ad esempio parchi eolici onshore e offshore, e impianti solari fotovoltaici”. A rendere interessanti questi attivi sono diversi elementi, a partire dai flussi di cassa, che tendono ad essere prevedibili, a lungo termine, legati all'inflazione e relativamente contrattualizzati. Inoltre, prosegue Lawrence, “beneficiano in genere di entrate convenzionate finanziate dal governo, come tariffe feed-in, o ricavi contrattualizzati tramite accordi bilaterali nel settore privato, come accordi di fornitura energetica. I prestiti – tipicamente prestiti di project finance – sono a lungo termine, a tasso variabile, pro-soluto e dimensionati su base conservativa, con un rapporto tra prestito erogato e valore massimo del bene inferiore a quello che potrebbe essere osservato in altri settori, e beneficiano di un ampio pacchetto di sicurezza. Infine, per la natura tipicamente a tasso variabile di questi prestiti, possono offrire protezione contro l'aumento dei tassi di interesse.”

 

“Data l’ampiezza del mercato del green energy credit, un portafoglio obbligazionario ben diversificato è facilmente realizzabile” osserva ancora Lawrence, e può contribuire a una performance più stabile attraverso una riduzione dell'impatto di fattori specifici, riconducibili agli attivi o al paese, come ad esempio guasti agli impianti, volatilità dei prezzi dell'energia o anche modifiche normative o statutarie. Inoltre, come sottolinea ancora il partner di Nuveen Glenmont Partners, i tassi di default e di recovery annuali marginali per i prestiti di project finance in genere migliorano man mano che prestiti e progetti continuano la loro vita operativa, a differenza dei prestiti con rating a emittenti aziendali, che invece tendono a vedere i loro tassi di insolvenza aumentare con il tempo.

 

“Il tema dell'indipendenza energetica in Europa occidentale è diventato sempre più cruciale negli ultimi mesi e guardando avanti riteniamo che continuerà a svolgere un ruolo importante nel futuro dell’economia della regione nel suo complesso” conclude Lawrence. “In questo contesto, il green energy credit in particolare può rappresentare un'interessante fonte di rendimento, stabilità e diversificazione per gli investitori istituzionali che desiderano al contempo raggiungere gli obiettivi di sostenibilità”.

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

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