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La storia dell'Ilva dall'Italsider a ArcelorMittal

La storia dell'Ilva dall'Italsider a ArcelorMittal

Nel 1960 la prima pietra, poi i Riva, e Mittal, ora il ritorno dello Stato

19 febbraio 2024, 18:41

di Giacomo Rizzo

ANSACheck
Ex Ilva di Taranto © ANSA/AFP

La tribolata storia dell'acciaieria tarantina parte da molto lontano.

Il 9 luglio 1960 la posa della prima pietra, nel 1961 l'avvio del Tubificio, il 24 ottobre 1964 l'attivazione del primo altoforno, il 10 aprile 1965 lo stabilimento fu inaugurato ufficialmente dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Era l'Italsider di Stato. 1989: la nascita di Ilva spa, che assorbe Finsider e Nuova Italsider, cosi' definita nel 1983. 1995: e' l'anno della privatizzazione. Il grande polo siderurgico di Taranto passa al Gruppo Riva. 2012: il 26 luglio il gip di Taranto Patrizia Todisco, nell'ambito dell'indagine denominata "Ambiente Svenduto", firma le prime ordinanze di custodia cautelare e dispone il sequestro degli impianti dell'area a caldo. Il 3 dicembre viene approvato un decreto legge che autorizza la prosecuzione della produzione. 2013 - Nel mese di maggio il gip Todisco dispone un maxi-sequestro da 8 miliardi di euro sui beni e sui conti del gruppo Riva, poi l'ordinanza viene annullata dalla Corte di Cassazione. Il 4 giugno il Governo approva un decreto per la gestione commissariale. Enrico Bondi commissario, Edo Ronchi sub commissario.

2014: nel mese di marzo, il Governo approva il Dpcm contenente il Piano ambientale. A maggio Piero Gnudi diventa nuovo commissario governativo al posto di Bondi e nell'agosto 2014 Corrado Carrubba prende il posto di Ronchi.

2015: nel mese di gennaio l'acciaieria passa in regime di amministrazione straordinaria. I commissari diventano tre: a Gnudi e Carrubba si affianca Enrico Laghi. 2016: il 4 gennaio il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi avvia l'iter per l'assegnazione ai privati dell'acciaieria. L'8 maggio si insedia il nuovo ministro Carlo Calenda. Il 30 giugno restano solo due cordate: Am Investco e Acciaitalia.

2017: il 6 marzo scade il termine utile per la presentazione delle offerte vincolanti. Alla cordata italiana si affianca il colosso siderurgico Jindal. Il 26 maggio i commissari straordinari propongono la cordata Am Investco. Il 5 giugno il ministro Calenda firma il decreto di assegnazione ad ArcelorMittal.

2018: al vertice del Mise arriva Luigi Di Maio. ArcelorMittal presenta l'integrazione al piano industriale originario. Il 6 settembre viene firmata l'ipotesi di accordo sulla cessione dopo una lunga trattativa con i sindacati. Le assunzioni partono l'1 novembre.

2019: il 3 novembre viene annullata l'immunità penale (introdotta per la prima volta con decreto nel gennaio 2015) e l'indomani ArcelorMittal deposita l'atto di citazione per recedere dal contratto di affitto e successivo acquisto dell'Ilva.

2020: il 4 marzo viene firmato un accordo tra i commissari Ilva e ArcelorMittal che prevede una trattativa per verificare le condizioni per la sottoscrizione di una nuova intesa sulla governance. Nel mese di dicembre ArcelorMittal e Invitalia firmano l'accordo.

2021: il 15 aprile, con il versamento della relativa quota, viene sancito l'ingresso di Invitalia nel capitale sociale di AM InvestCo Italy, con una partecipazione del 38% del capitale sociale. La restante partecipazione del 62% resta in capo ad ArcelorMittal. Il gruppo viene rinominato Acciaierie d'Italia.

2022: il 31 maggio la fumata bianca tra i soci di Acciaierie d'Italia e i commissari dell'ex Ilva sull'accordo che prevede lo slittamento al 2024 della salita dello Stato al 60% della società siderurgica attraverso Invitalia.

2023: dopo un anno in cui i dati della produzione sono inferiori al previsto e nonostante i ripetuti tentativi ArcelorMittal e Invitalia non riescono a trovare un accordo nè sulla ricapitalizzazione nè sull'acquisizione degli impianti.

2024: tra il socio pubblico e gli indiani lo scontro è ormai aperto. Tra i nodi anche i pagamenti per l'indotto. Invitalia l'amministrazione controllata, che il governo potrebbe attivare prestissimo di fatto commissariando l'impresa alla ricerca di nuovi investitori

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