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Tom Kuka, la calamità segna Tirana

Romanzo Premio UE per la letteratura a Passaggi Festival

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - TOM KUKA, 'FLAMA' (Besa Muci, pag.    114, Euro 16,00). E' l'evocazione la forza trascinante di questo nuovo romanzo di Tom Kuka (pseudonimo di Enkel Demi) tradotto magistralmente da Valentina Notaro. Prima di tutto il tempo, che è un non tempo. La storia è datata ad un secolo fa ma potrebbe essere ieri come mille anni fa tanto tutto è avvolto in una sensazione di sospensione surreale. Il fatto è che lo scrittore e giornalista albanese, che con questo bellissimo romanzo ha giustamente vinto il Premio dell'Unione Europea per la Letteratura 2021, vuole raccontare una storia che mira all'essenza dell'umanità e quindi, come tale, nega la dimensione temporale. C'è una ''flama'', una calamità, una maledizione, un flagello, una pandemia, che mina la città di Tirana. Qualcosa che non ha un senso logico come anche la pandemia da covid ha insegnato a tutti noi. Quando una forza ostile, qualunque essa sia - materiale come un terremoto o immateriale come un virus - si mette tra l'uomo e la sua logica sopravvivenza l'equilibrio dei suoi giorni viene spezzato. Il fatto è che qui, nella Tirana magica di Kuka, la logica non c'è in partenza e i personaggi si agitano nelle sue pagine come in una nuvola di incomprensione.
    Si tratta di un vero e proprio giallo quindi sarebbe scorretto svelare la trama perchè è compito del lettore arrivare alla soluzione a cui lo porterà per mano il protagonista. L'ispettore Di Hima è l'uomo di oggi che fa i conti con i fantasmi del passato, l'uomo di legge che ha studiato a Vienna dove gli hanno insegnato ad inseguire una logica degli eventi che lì non esiste. Dovrà affidarsi al filo della superstizione che regna sovrana, tra fondi di caffè e destini a cui è impossibile sfuggire. La violenza è nelle cose, soprattutto è negli esseri umani spesso senza umanità che attraversano le pagine e la scrittura densa di questo autore così poco giornalistico nonostante il suo mestiere. C'è il mito del male che aleggia in Flama, c'è Sodoma in tutte le sue forme, ci sono i topi che invadono e infettano la città come nella Peste di Albert Camus, romanzo che Flama sembra evocare in più aspetti. Inutile dire che la pandemia è il fantasma che si aggira nel romanzo di Kuka - che ha ritagliato per il suo alter ego il ruolo dell'allampanato becchino - dove il male assoluto è incarnato in un assassino di mitica ascendenza ma di infernale sostanza che come inesorabile falce miete vittime senza pietà dopo aver compiuto ogni inimmaginabile nefandezza. Ma il finale, bisogna dirlo, è di speranza.
    Il libro sarà presentato in anteprima a Passaggi Festival a Fano, nell'ambito della rassegna Europa / Mediterraneo. Dalle 21:00 alle 22:00 di sabato 25 giugno. (ANSA).
   

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