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Weekend al cinema, dal grido di Panahi al glam Clooney e Roberts

In sala, dall'Italia il Papa di Rosi e Scamarcio pugliese

(di Giorgio Gosetti) (ANSA) - ROMA, 06 OTT - Ecco una settimana di buon cinema che non si dovrebbe perdere. Sono già in sala IN VIAGGIO, l'intenso documentario di Gianfranco Rosi sui viaggi di papa Bergoglio; MR- BACHMAN E LA SUA CLASSE a firma di Mari Speth, attualissimo racconto delle esperienze di un docente tedesco prossimo alla pensione alle prese con una scolaresca multietnica; l'horror THE RETALIATORS di Samuel Gonzalez Jr. e Bridget Smith, codiretto e interpretato da Michael Lombardi nei panni di un vescovo detective dell'impossibile; il viaggio multimediale di Laura Chiossone e Giulio Boato nel mondo di TIZIANO. L'IMPERO DEL COLORE.
    Da domani: - GLI ORSI NON ESISTONO di e con Jafar Panahi e con Naser Hashemi, Vahid Mobaseri, Bakhtiar Panjei, Mina Kavani. Girato in clandestinità al confine tra Iran e Turchia, acclamato a Venezia dove, nonostante il premio della giuria, non ha avuto ingiustamente il Leone d'oro, il nuovo film dell'autore "reietto" d'Iran come sempre lo pone al centro della storia nella parte di un regista che trova ospitalità in un piccolo paese montano per essere più vicino (ma deve girare "da remoto") alla coppia di amanti che da tempo immemore aspetta il visto per varcare la frontiera. Da un lato uno Stato assente che ostacola la felicità di due persone semplici, dall'altro una comunità ancestrale che guarda con crescente sospetto l'"intruso" che arriva tra loro con i segni ella modernità (il cinema, la macchina fotografica). Uno straziante canto di libertà che finisce nel silenzio.
    - EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE di Dan Kwan e Daniel Scheinert con Michelle Yeoh, Stephanie Hsu, Jonathan Ke Quan, James Hong, Jamie Lee Curtis, Tallie Medel, Jenny Slate, Harry Shum Jr., Randy Newman, Biff Wiff, Sunita Mani, Aaron Lazar. Lo spettacolare tuffo nel futuro firmato da "The Daniels" (così amano firmare i loro lavori) procede su due binari paralleli: in quello della realtà una moglie infelice, afflitta da un marito deole, un padre rintronato e una figlia distante, deve fare i conti con le difficoltà quotidiane della sua lavanderia a gettone e una severa ispettrice del fisco. Dall'altro la stessa donna, coinvolta in una spaccatura temporale finisce a dover lottare contro gli universi in collisione per riportare serenità alla terra e anche alla sua famiglia. Per i nostalgici europei c'è l'imperdibile cammeo di Jamie Lee Curtis; per gli amanti del cinema sino-americano alla Jackie Chan c'è il ritorno sullo schermo di Ke Huy Quan.
    - LA VITA E' UNA DANZA di Cédric Klapisch con Marion Barbeau, Hofesh Shechter, Denis Podalydès, Muriel Robin, Pio Marmaï, François Civil, Souheila Yacoub, Mehdi Baki, Alexia Giordano, Marion Gautier de Charnacé. Si chiama Elise, ha 26 anni ed è una promettente ballerina classica. La sua vita va in frantumi quando scopre che il fidanzato la tradisce e un incidente le spezza la carriera. Rifugiatasi in solitudine in Bretagna, troverà il calore degli amici, un nuovo amore e la forza morale per tornare a ballare, nonostante il parere dei medici, riconvertendosi alla danza contemporanea. Klapisch ha una sensibilità tutta particolare quando mette il suo talento per la commedia al servizio dei ragazzi e qui non tradisce pur inclinando al melo sentimentale. E' anche artefice di un debutto non scontato: nella parte di Elisa c'è un étoile dell'Opera di Parigi, Marion Barbeau, bella e brava.
    - TICKET TO PARADISE di Ol Parker con George Clooney, Julia Roberts, Billie Lourd, Lucas Bravo, Kaitlyn Dever. Almeno sulla carta è il cocktail perfetto per la commedia americana dai tempi di Lubitsch in poi. Si prendano due divi di popolarità trasversale, li si vesta da coppia divorziata che è costretta a far fronte comune contro la figlia che intende sposarsi senza il loro consenso. Li si collochi sullo sfondo di sogni delle spiagge di Bali; si spruzzi una manciata di equivoci in salsa agrodolce e si veleggi verso il lieto fine romantico senza sdolcinature. A tutto il resto pensano Clooney e Roberts (in gran forma) e per passare una buona serata si può anche tralasciare che il regista non sia Lubitsch.
    - QUASI ORFANO di Umberto Carteni con Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Antonio Gerardi, Grazia Schiavo, Adriano Pappalardo, Nunzia Schiano, Bebo Storti, Chiara Di Benedetto, Manuela Zero, Paolo Sassanelli, Ema Stokholma, Antonio Aiello.
    Sembrano una coppia perfetta nel jet set milanese, Costanza e Valentino, designer di successo. Lui del resto intenerisce tutti raccontando di essere un orfano che si è fatto da sé. Peccato che invece abbia una famiglia numerosa che in Puglia gestisce il peggior agriturismo di sempre, sull'orlo del fallimento. Quando però, in occasione di un compleanno, i suoi lo cercano e lo rivogliono a casa, Valentino dovrà fare i conti con la verità.
    - HATCHING, LA FORMA DEL MALE di Hanna Bergholm con Siiri Solalinna Tinja, Sophia Heikkilä, Jani Volanen, Reino Nordin.
    Ginnasta giovanissima, popolare in patria grazie al personaggio che la madre le ha costruito sui social, la dodicenne Tinja un giorno torna a casa con uno strano uovo che crede frutto di un corvo cui l'inflessibile madre ha spezzato il collo. Ma dal guscio uscirà una scheletrica creatura capace di uccidere e di essere in tutto e per tutto l'alter ego inconscio delle angosce di Tinja. Horror atipico di stampo scandinavo e tutto da vedere.
    (ANSA).
   

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