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Stefano Massini, quel Tony Award inaspettato con Lehman Trilogy

Autore 'opera simbolo ripresa del teatro'. Si farà serie tv

"Sono ancora incredulo: trovarmi in vetta al teatro mondiale è davvero inaspettato". E' emozionato Stefano Massini, lo scrittore e drammaturgo che ha trionfato ai Tony Awards, la notte scorsa a Broadway, vincendo il premio per la migliore opera teatrale con Lehman Trilogy, la piece in tre atti dedicata alla saga, lunga 150 anni, di una famiglia che ha contribuito alla crisi e alla crescita del sistema di Wall Street, che si è aggiudicata anche i premi per il miglior attore protagonista in un'opera teatrale (Simon Russell Beale), miglior regia (Sam Mendes), miglior set design (Es Devlin), miglior lighting design a(Jon Clark). "E' vero - spiega Massini all'ANSA - che avevamo ottenuto otto candidature, ma se da tanti osservatori veniva dato per scontato il riconoscimento alla regia di Mendes e agli attori, era invece ritenuto impossibile che nella categoria 'best play' alla 75/a edizione degli Oscar del teatro americano vincesse un 'foreigner', che un 'immigrant playwright' salisse sul podio che fu di Arthur Miller o di Tennessee Williams. E' stato incredibile trovarmi ieri sera in mezzo alle star, a pochi passi da me c'erano Samuel Jackson, Hugh Jackman, Billy Cristal, nomi leggendari che normalmente vedo al cinema o in tv. E dunque aggiudicarmi il Tony era per me al di là di ogni immaginazione: non è falsa modestia, ma pura verità. Tra l'altro già quattro anni fa, ai premi Laurence Olivier, massimo riconoscimento del teatro inglese, era stata esclusa una mia vittoria ed effettivamente non ci fu alcun riconoscimento, anche perché Lehman Trilogy è una piece scritta in un modo molto particolare, con un andamento da ballata". Una storia potente e di respiro internazionale: "La cosa che mi ha colpito ieri sera, uscendo dal Radio City Hall tra migliaia di persone, sulla Sesta Avenue, è stato un ragazzetto portoricano, con gli occhiali, affiancato dal padre, che mi ha riconosciuto e mi ha detto: farò di tutto per iscrivermi alla facoltà di economia, dopo aver visto Lehman. Mi ha fatto un effetto incredibile. Del resto i dirigenti di Wall Street dopo aver visto il debutto dell'opera a Broadway hanno voluto che i tre attori andassero in abiti di scena ad aprire una sessione di contrattazioni alla Borsa di New York: e così è stato, sono andati e hanno suonato la famosa campanella. A dimostrazione del fatto che questa storia è entrata nell'immaginario collettivo". Travolto da questa notte dai messaggi di auguri e complimenti ("Tra i tanti, mi ha fatto molto piacere quello di Claudia Mori e Adriano Celentano"), Massini ci tiene a ricordare Luca Ronconi: il debutto italiano di Lehman Trilogy avvenne al Piccolo Teatro di Milano nel 2015, come ultimo progetto del grande regista. "Per me il Tony è sullo stesso piano di quella volta in cui, seduto su un divano, Ronconi, il mio maestro, mi disse: hai scritto un'opera sensazionale, ci farò sopra qualcosa". Simbolicamente si chiude un cerchio: "Nel 2020 Lehman Trilogy qui e New York era in cartellone a marzo 2020: fece in tempo ad andare in scena per le cinque anteprime, poi scattò il lockdown. Quando Broadway ha riaperto, a settembre 2021, è stata la prima opera ad essere rappresentata, quasi un simbolo della capacità di ripresa del teatro dopo il covid". E l'opera diventerà una serie tv prodotta da Domenico Procacci per Fandango e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, la stessa squadra che ha portato al successo internazionale la serie RAI-HBO dell'Amica Geniale. Massini è coinvolto ("ma non posso dire nulla") e il drammaturgo sta lavorando a un'opera nuova, "Manhattan Project, che con il passo epico, narrativo e intriso di ebraismo di Lehman Trilogy racconterà la nascita della bomba atomica".

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