Opera Roma: Noseda, voglia di tornare alla bellezza

Il maestro milanese debutta il 15 maggio al Costanzi con Brahms

(ANSA) - ROMA, 14 MAG - ''C' è un grande desiderio di ritornare a toccare la bellezza, che siano musei, teatri di prosa, musica, teatri d' opera, sale da concerto. Lo sento, si percepisce. Ma questa pandemia ci ha insegnato anche che non c' è tanto tempo e quello che abbiamo a disposizione dobbiamo usarlo bene. Si deve dare peso alle cose importanti e lasciarsi alle spalle le piccolezze che spesso hanno il sopravvento''. A dirlo è il maestro Gianandrea Noseda, che sabato 15 maggio debutta sul podio dell' Opera di Roma con un concerto dedicato interamente a Brahms, sottolineando che il ritorno degli spettatori in sala restituisce ''una parte attiva fondamentale'' alla musica dal vivo. ''Il pubblico con la sua presenza e con la sua partecipazione emotiva dà molta energia agli esecutori - dice all' ANSA in una pausa della prove - . Piuttosto che far tacere la musica è stato fondamentale continuare con gli spettacoli online o registrati senza l'applauso della platea ma mancava una componente vitale''. Noseda, che è direttore musicale della National Symphony Orchestra di Washington dal 2017 e dalla prossima stagione sarà il nuovo General Musik Direktor della Opernhaus di Zurigo, affronta con entusiasmo la sua prima volta al Teatro Costanzi. ''Con il pubblico romano ho una certa consuetudine perché sono stato spesso a S. Cecilia ma venire in un teatro dove si fa opera è un motivo di orgoglio e un privilegio'', dice il maestro milanese che per 11 anni è stato direttore musicale del Teatro Regio di Torino. ''Con i miei colleghi italiani e stranieri - osserva - ci siamo interrogati sugli effetti provocati dalla pandemia. Siamo stati tutti messi un po' alla prova. A me ha lasciato un senso di rispetto superiore nei confronti delle persone con cui vengo a contatto e quindi anche con i professionisti con cui faccio musica. Dobbiamo tralasciare le sciocchezze e dire parole significative che è poi sono quelle dei grandi compositori. Noi siamo dei traduttori, passiamo il loro messaggio''. (ANSA).
   

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