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Brunello Cucinelli aprirà biblioteca universale a Solomeo

Nel 2024, 500mila libri in villa del settecento in Umbria

Galeotto fu 'La critica della ragion pura' di Kant, che due liceali studiavano nel bar perugino che frequentava un allora diciassettenne Brunello Cucinelli. Nacque lì quell'amore per il sapere che oggi ha portato il re del cashmere ad annunciare un nuovo progetto per la sua Solomeo: una biblioteca universale, sul modello di quella di Alessandria, che andrà a fare buona compagnia al teatro, al bosco della spiritualità, al monumento alla dignità dell'uomo che sorgono nel borgo umbro da lui restaurato.
Il progetto - ha raccontato oggi Cucinelli al teatro Strehler di Milano, affiancato dall'architetto e amico Massimo de Vico Fallani - è nato durante la pandemia, quando si è chiesto "cosa si può fare ancora per l'umanità? cosa donare a chi verrà dopo di noi?". La mente è corsa ad Adriano, per il quale "fondare biblioteche è come costruire granai pubblici", e poi a Tolomeo, generale di Alessandro Magno, che volle edificare la biblioteca di Alessandria. "Siamo andati a camminare nel borgo, tra busti e targhe, tra la scuola di arte e mestieri e il teatro e da queste cose - ha ricordato Cucinelli - veniva una voce che diceva 'non è finita qui, dovete continuare' e la biblioteca ci è sembrata il modo ideale per farlo". L'imprenditore ha acquistato una villa del Settecento nel borgo, i cui 2000 metri quadri ospiteranno, a pieno regime, da 400 a 500mila libri. Del progetto della biblioteca, che aprirà nel 2024, con i primi 30-35mila volumi, che un team sta selezionando in tutto il mondo, il re del cashmere ha già parlato con il premier Mario Draghi: "Mi ha detto 'che bella idea che ha avuto'. E allora io gli ho chiesto - ha raccontato - di venire a inaugurarla e lui mi ha risposto 'vengo vengo'".
La biblioteca custodirà libri, rari e antichi ma non solo, di 5 discipline: filosofia, architettura, letteratura, poesia e artigianato. "Vorremmo che arrivassero testi da tutto il mondo e in tutte le lingue e se ci fosse un testo non tradotto - ha spiegato - vorremmo farlo per donarlo a chi verrà dopo".
"Noi progettiamo a 1000 anni" ha sottolineato Cucinelli, perché "bisogna sostituire la paura con la speranza, nessuna generazione tranne la nostra ha trasmesso paura alla successiva". Lui, alle figlie Carolina e Camilla, ha regalato 1000 libri a testa come dono di nozze, e tanti ne ha già predisposti per i suoi nipoti. La maggiore, Vittoria, 11 anni, è voluta essere a Milano oggi, insieme al presidente della regione Umbria Donatella Tesei e al cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, per la presentazione di questo progetto che - ha spiegato Cucinelli - anche se è sostenuto dalla Fondazione, non sarebbe potuto nascere senza la quotazione in Borsa.
Un'operazione che, più di 10 anni fa, gli era stata suggerita dall'imprenditore Gianluca Vacchi: "lo conoscete per i balletti, ma io - ha spiegato Cucinelli presentandolo alla platea di giornalisti internazionali - ho preso lui al posto di un advisor". Ed è stato Vacchi a sottolineare la grande modernità di questa nuova operazione, spiegando che il libro è ancora centrale nella formazione umana anche secondo un'indagine del Washington Post, per la quale il 25% dei nativi digitali preferisce pagare per avere un testo cartaceo piuttosto che leggere lo stesso libro gratis online.
Dell'investimento economico per la biblioteca Cucinelli non ha voluto parlare, limitandosi a dire che quello iniziale è stato "sufficientemente oneroso" e sottolineando che bisogna "tornare a investire nei grandi ideali", quelli incarnati nei libri, di cui saranno proposti solo originali, ma in edizioni attuali, con nuove introduzioni.

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