Cultura

Maneskin, da via del Corso al Circo Massimo

Consegnata alla band la Lupa Capitolina, massima onorificenza della città di Roma

Sono partiti solo pochi anni fa dai marciapiedi di via del Corso, adolescenti che tentavano di far sentire la loro voce a passanti distratti. Ora, poco più che ventenni, i Maneskin hanno percorso qualche centinaio di metri più in là e vanno a prendersi il Circo Massimo, iconica piazza rock della città eterna, dove sono già passati i Rolling Stones, Bruce Springsteen, David Gilmour, Roger Waters. Bisogna attendere un anno, perché il concerto che chiuderà un anno e mezzo di successi, tour, affermazioni internazionali è stato annunciato per il 9 luglio 2022. Ed è arrivato, a sorpresa, durante la consegna da parte della sindaca Virginia Raggi alla band romana, nella Sala Giulio Cesare di Palazzo Senatorio, della Lupa Capitolina, massima onorificenza della città di Roma. La loro Roma. "In questi 5 anni c'è sempre qualcuno che ci ripete di lasciare Roma per Milano - raccontano i quattro ragazzi che hanno ricevuto anche la medaglia di Roma Capitale -, ma noi teniamo duro e da qui non ce ne andiamo. O almeno ci proviamo: siamo quello che siamo anche grazie a questa città". In passato il riconoscimento è stato conferito tra i tanti a Gigi Proietti, Paolo Sorrentino, Nino Manfredi, Giorgio Armani e recentemente agli Azzurri vincitori degli Europei oltre che a personalità internazionali come Woody Allen, Richard Gere, Ridley Scott, Meryl Streep.

"La Lupa capitolina è per noi un grandissimo onore, siamo nati in questa città ed è qui che abbiamo iniziato. Avere adesso la possibilità di rappresentare la nostra casa ovunque andiamo ci rende orgogliosi, ma è anche una grande responsabilità", commentano Damiano, Victoria, Ethan e Thomas che dopo aver vinto prima il festival di Sanremo con Zitti e Buoni, poi l'Eurovision Song Contest sono andati alla conquista del mondo intero. La band è tra i 15 artisti più ascoltati al mondo su Spotify con oltre 49,9 milioni di ascoltatori mensili e oltre 2 miliardi e mezzo di streaming totali su tutte le piattaforme digitali. Ha battuto ogni record conquistando la prima posizione della Top 50 Global Chart di Spotify con il brano Beggin' e diventando il primo gruppo italiano della storia con due singoli contemporaneamente nella classifica inglese dei singoli, attualmente alla posizione 5 e 7. L'ultimo video I wanna be your slave ha ottenuto in 24 ore 6,7 milioni di visualizzazioni, nuovo primato italiano sulla piattaforma. I Maneskin hanno anche conquistato la cover della playlist Spotify TTH (Today Top Hits), la playlist "più grande del mondo", che vanta oltre 28 milioni di follower. Grazie a questa nuova conquista la band romana è di nuovo protagonista del billboard di Spotify a Times Square in meno di un mese. Attualmente sono impegnati dal vivo, nei festival europei, ma in autunno torneranno in Italia per un tour di 13 date nei palazzetti già sold out.

La sosta nella loro città potrà essere l'occasione anche per sottoporsi al vaccino per il covid. "Finora siamo stati lontano da Roma, ora abbiamo la possibilità di farlo", dice Damiano. E sull'adozione del Green Pass la band aggiunge: "Ogni Paese, in tema di restrizioni, ha le sue misure, ma sono utili perché ci permettono e ci aiutano a tornare a suonare dal vivo". Anche con un nuovo management creato ad hoc "per le nostre esigenze e per i nostri progetti, anche internazionali": Exit Music, guidato da Fabrizio Ferraguzzo che prende dunque il posto della manager storica Marta Donà. Progetti internazionali, perché la strada dei quattro rocker sembra segnata. Anche per la loro capacità di scrivere brani in inglese. "Per la scelta della lingua andiamo a sensazione, ma avendo un pubblico internazionale un po' di preferenza va all'inglese", spiegano. Qualcuno azzarda un paragone con i Beatles (a loro la Regina riconobbe il titolo di baronetti, ai Maneskin la Lupa Capitolina), ma i quattro romani frenano: "Ci fa piacere, ma di strada ne dobbiamo ancora fare molta". Come quella per arrivare agli stadi. "Il Circo Massimo è una location unica per la nostra città. Gli stadi, piano piano: facciamo una cosa per volta". Ma c'è solo da scommettere sulla data.

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