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In un saggio sfide e "ricette" del vivere bene e a lungo

Presentato a Nora il libro di Roberto Pili e Donatella Petretto

(ANSA) - PULA, 12 AGO - Si può vivere bene in età avanzata?.
    La risposta al quesito affiora tra le pagine del saggio "Longevità nel benessere, sfide presenti e future", edito da Aracne. Scritto da Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità (Cmdl) e Donatella Petretto, psicologa dell'Università di Cagliari, è stato presentato nella zona archeologica di Nora, nel comune di Pula, in un incontro coordinato dal giornalista Vito Fiori.
    "Il libro si inserisce in un filone di ottimismo esistenziale, leggendolo - spiega Pili - si comprende come abbiamo in mano molte chiavi che aprono a scenari di costruzione e mantenimento della salute, allontanamento dell'insorgere delle malattie e della disabilità, a patto che si adottino quanto prima stili di vita il più possibile naturali". "Non esiste un elisir di lunga vita in benessere - avverte il medico - esistono invece programmi di allenamento al mantenimento della salute fisica, psichica e spirituale in grado spalancare scenari di 'Ben Essere' sino ai confini della longevità possibile per la specie umana". Gli autori puntano i riflettori sul fenomeno delle persone longeve delle cosiddette Blue Zone. "I centenari di queste zone si sono dimostrati particolarmente resistenti anche nei confronti della recente pandemia", osserva Pili Il libro, se da un lato esalta i vantaggi di corretti stili di vita ed enumera i disastri legati a sedentarietà, obesità e stress, dall'altro saluta gli straordinari successi della medicina nel curare, riabilitare malattie e disabilità in grado, sino a un recente passato, di provocare processi rapidamente irreversibili. Il presidente della Cmdl sottolinea come occuparsi di anziani, della loro salute, aspettativa di vita, benessere, "non sia un lusso ma un tema di stringente attualità per la sostenibilità dei sistemi socio sanitari e anche per contrastare il diffuso ageismo che permea settori sempre più vasti della società".
    "Quello del dilagare dell'ageismo - argomenta Donatella Petretto - è il grande nemico da combattere, influenza in negativo e in qualche modo accelera il processo di invecchiamento. Potrebbe portare a forme di emarginazione ed accentuare la marginalità delle persone. Al contrario, un atteggiamento rispettoso e inclusivo favorisce il benessere psicofisico". "Parlare quindi di longevità in buono stato di salute e in benessere - riprende Pili - non è un tema per vecchi ma un'opportunità per tutti. Si potrebbe tradurre in grandi vantaggi economici: la cosiddetta Silver economy, che ci riserviamo di trattare in un nostro prossimo libro". (ANSA).
   

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