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Entro il 2022 una sola holding gestirà i 3 scali isolani

Con sistema integrato si punta a 12 mln di passeggeri/anno

di Roberto Murgia

A gestire il nuovo sistema aeroportuale sardo che mette a fattore comune i tre scali di Cagliari, Olbia e Alghero sarà una holding che sarà costituita entro l'anno e nella quale gli azionisti con partecipazioni più importanti saranno Camera di Commercio di Cagliari-Oristano (che oggi detiene il 94% della Sogaer, società di gestione dell'Aeroporto di Elmas) e F2i Ligantia che detiene già il 79,8% della Gaesar (Olbia) e il 71,25% della Sogeeal di Alghero. F2i e Camera di Commercio. Lo ha spiegato l'avvocato Francesco Sciaudone (Studio Grimaldi), illustrando il progetto di un unico sistema assieme al presidente della Camera di Commercio Maurizio De Pascale. Ente Camerale e F2i condivideranno egualmente il controllo della holding che, a sua volta, avrà il 100% del controllo sulle tre società di gestione. Ovvero, "eserciterà su di loro un controllo diretto e pressoché totalitario".
    Come sarà tecnicamente costituita la hoding lo ha spiegato De Pascale: "Ligantia, che detiene gli aeroporti di Olbia e di Alghero attraverso i fondi F2i delibererà un aumento di capitale riservato esclusivamente alla Camera di commercio di Cagliari e Oristano, la quale, dunque, acquista una quota rilevante della stessa società Ligantia che, a seguito di questo, cambierà ragione sociale e stabilirà la sua sede a Cagliari. Il pagamento di queste quote rilevanti avverrà attraverso la liberazione delle quote azionarie detenute dalla Camera di Commercio nella Sogaer". Questo accade, ha aggiunto De Pascale, "in linea con i criteri stabiliti dal Governo attraverso il ministero dei Trasporti per le reti aeroportuali e con quanto l'Europa ha dettato agli Stati membri, ma anche con quanto accaduto già con gli aeroporti di Firenze e Pisa, Napoli e Salerno e Catania e con la condivisione in atto tra Malpensa, Linate e Bergamo".
    Ovviamente, ha precisato, "questo processo deve essere accompagnato da tutte le verifiche in ordine alla fattibilità di questa operazione, in merito alle quali preventivamente la Sogaer ha chiesto un parere allo studio Grimaldi rappresentato da Sciaudone". Studio che "ha rilasciato un parere e ha legittimato l'inizio delle operazioni da parte della società di gestione dell'aeroporto di Cagliari su mandato della Camera di Commercio".
    Viste poi le critiche di organizzazioni e sindacati e le polemiche politiche sul progetto, Sciaudone ha spiegato perché non si può parlare di privatizzazione dell'aeroporto di Cagliari, : "Le azioni che Camera di Commercio detiene in Sogaer si sposteranno, entreranno in un altro veicolo giuridico, cioè non saranno più detenute direttamente ma indirettamente. Ma per Sogaer non cambia nulla: resta autonoma e indipendente".
    Sull'opportunità di promuovere un sistema integrato, sempre Sciaudone ha chiarito che "in generale la tendenza del sistema nazionale è verso realtà sempre più integrate, perché la concorrenza diretta tra aeroporti vicini è elemento di svantaggio e non di rafforzamento del territorio". Perché Camera di Commercio si è rivolta a F2i, che nella sua compagine societaria vede la partecipazione non solo di Cdp ma anche della Fondazione di Sardegna? "Non si può immaginare un sistema aeroportuale con azionisti diversi da quelli che controllano gli altri aeroporti. Ci si integra con quello che c'è, cioè con chi detiene il controllo degli altri due scali".
    Infine, con il nuovo sistema unitario, secondo De Pascale, il flusso di passeggeri arriverà a circa 12 milioni annui, e anche le esigenze in termini occupazionali saliranno".
   

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