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La Sardegna patria per start up, una storia lunga 40 anni

Ora sono 221 e aumentano anche gli investimenti, da 20 a 40mln

di Stefano Ambu

Sono passati 42 anni dalla nascita del Crs4 in Sardegna, poco meno dall'avvento del primo internet provider italiano, Video on line nato e cresciuto in Sardegna da un'idea di Nicola Grauso sino all'arrivo di Tiscali con Renato Soru e del primo quotidiano on line (secondo al mondo sulla rete dopo il Washington Post): l'Unione Sarda. Oggi sono 221 le startup che sono inserite all'interno dei database del Registro delle Imprese nell'Isola. Quasi il 30 % in più, quando le startup sarde erano ferme a quota 171. In questi anni sono aumentati anche gli investimenti: dai 20 milioni del 2020 ai quasi 40 dell'anno successivo. Sono alcuni dei numeri del report 2022 #SIOS22 Sardinia Edition - Reloaded, l'appuntamento annuale del ciclo di incontri organizzato da StartupItalia che, per la sua seconda edizione, sbarca all'Exma di Cagliari.

Il settore principale di attività riguarda i servizi (il 76,4%). Seguono l'industria e l'artigianato con l'11,3%. E poi ancora commercio (7,2%) ed agricoltura (3,6%). Scendendo ancora più nel dettaglio delle attività, nella maggioranza dei casi (80 startup su 221) si parla di produzione software (36,1%). Poi ricerca e sviluppo (12,2%) e servizi di informazione con il 6,7%. E ancora il 3,1% opera nel commercio e nei trasporti, il 2,2% nelle attività rivolte agli studi di architettura e ingegneria e nelle coltivazioni agricole e della pesca, 1,8% nella fabbricazione prodotti chimici e nelle attività editoriali.

Nel 28,9% dei casi le startup hanno un numero di dipendenti compreso tra 0 e 4. Un piccolissimo miglioramento si avverte nella presenza femminile nelle startup. Se lo scorso anno erano 24 le startup che avevano una prevalenza di donne nel loro team, oggi sono 32, il 14,4%. Guardando al capitale iniziale sottoscritto, si nota che il 40,7% è in una fascia di valore tra i 5 e i 10mila euro: solo il 3,6% può vantare di inserirsi in un range che va dai 250 ai 500 mila. Quanto al valore della produzione, il 40,7% rientra in un range che va da 0 a 100mila euro; mentre il 12,6% si inserisce nella fascia tra i 100mila e i 500mila euro. Solo l'1,3% si colloca tra i 500mila euro e 1 milione di euro.

Tra le raccolte con il maggiore valore spiccano gli 11 milioni di dollari ottenuti da Entando. La startup di Walter Ambu e Paul Hinz, che realizza applicazioni web aziendali, ha chiuso un finanziamento guidato dal fondo United Ventures. Round a sei zeri anche per Queryo che crea software per il marketing, guidata da Roberto Pala, è stata acquisita per il 60% da CoMark, parte della business unit Innovation & Marketing Service di Tinexta, per la cifra di 8,75 milioni di euro.

Delle 221 startup oltre la metà (122) ha sede a Cagliari, dove ancora forte è l'eredità di Tiscali. Il 42,6% circa delle startup cagliaritane opera nel campo della produzione software (52). quindi le società focalizzate su attività di ricerca e sviluppo (16) e sul podio anche i servizi di informazione, un settore che vede impegnate 8 startup. In totale, sono 16 quelle a prevalenza femminile, il 7,2%, tra cui Genuino che vede alla guida Eleonora Mulas. Se Cagliari è il regno del software, possiamo dire che Sassari lo è dell'hardware. La seconda città dell'Isola per popolazione, lo è anche per numero di startup iscritte al Registro delle Imprese: 62. Nuoro è al terzo posto del podio con 20 startup. 

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