Sardegna

Air Italy: protesta a Montecitorio, spunta cordata ramo volo

Ma sindacati scettici, "subito mettere in sicurezza lavoratori"

Si fa strada una nuova ipotesi per il futuro di Air Italy. Mentre in piazza Montecitorio, a Roma, i lavoratori dell'ex Meridiana e tutti i sindacati di categoria manifestano per chiedere al Governo misure di salvaguardia dei dipendenti della compagnia aerea in liquidazione, così da scongiurare l'avvio del licenziamento collettivo previsto l'1 luglio, notizie di stampa - il primo a lanciarle è stato Il Sole 24 Ore - parlano di una nuova soluzione all'orizzonte.

Si tratterebbe di un nuovo piano dell'advisor Longheadland di Paul Whelan, con capofila il finanziere russo Oleg Evdomikov e il supporto di fondi americani e francesi per rilevare il ramo voli di Air Italy. Il progetto punterebbe a spostare la base della compagnia dall'aeroporto di Olbia a quello di Bologna e a riassumere 200 dipendenti sugli attuali 1.400 circa tra Lombardia e Sardegna. Previsto anche un cambio di flotta, con l'utilizzo di velivoli Sukhoi SSJ100 al posto dei Boeing. Una notizia che lascia scettici i sindacati. "È indispensabile avere la certezza di un reale coinvolgimento da parte di chi, per il momento solo a parole, si dichiara interessato ad acquisire il ramo volo dell'azienda. Anche in passato i liquidatori hanno sempre detto che non c'è mai stata una proposta concreta", commenta il segretario della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu.

"Circa la notizia della possibile acquisizione di Airitaly da parte di una cordata anglo-russo-americana, potremmo esprimere un parere solo nel momento in cui dai proclami si passerà alle azioni concrete - conferma anche la segretaria territoriale della Uil Trasporti, Elisabetta Manca - Tra 11 giorni scadrà invece la procedura di mobilità e tra meno di un mese la cassa integrazione straordinaria per 1.383 lavoratori. Serve - insiste - una modifica dell'art 45 del dl Sostegni bis per garantire uno strumento normativo propedeutico alla proroga dell'ammortizzatore sociale quantomeno fino a fine anno".

"Per le norme comunitarie, affinché una società possa operare in un Paese dell'Ue - spiega il segretario regionale Ugl Trasporto aereo Nicola Contini - almeno il 51% della proprietà deve essere in mano a un soggetto europeo, e non capiamo come possa esistere un progetto industriale senza questi presupposti". "Ci vuole cautela - avverte il leader della Fit Cisl gallurese Gianluca Langiu - perché in ballo c'è il futuro di oltre mille lavoratori che non meritano ulteriori illusioni. Restiamo quindi concentrati sulla necessità di estendere la cassa integrazione e di convocare un tavolo interministeriale che affronti congiuntamente tutte le vertenze nazionali del trasporto aereo".
   

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