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In politica per l’ambiente: sen. Ferrazzi presenta il suo libro in dialogo con consiglieri regionali

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In politica per l’ambiente: sen. Ferrazzi presenta il suo libro in dialogo con consiglieri regionali

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Responsabilità editoriale di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Lorenzoni (portavoce opposizione) e Zanoni (Pd), “Serve una nuova consapevolezza pubblica”

20 settembre 2023, 15:05

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(Arv) Venezia 20 set. 2023 -  Ambiente e territorio, transizione ecologica ed energetica, economia circolare e rifiuti, rigenerazione urbana e contrasto ai cambiamenti climatici: sono questi i temi affrontati da Andrea Ferrazzi, promotore – da senatore della Repubblica – dalla storica modifica della Costituzione in chiave ambientale, e autore del libro “In politica per l’ambiente. Un cammino necessario”. Un libro-manifesto, uscito a gennaio di quest’anno, in cui condensa motivazioni ed esiti della propria azione politica, prima come amministratore del Comune e della Provincia di Venezia, come responsabile del dipartimento per la rigenerazione urbana del Partito Democratico e poi in Parlamento, nella scorsa legislatura, sui banchi del Senato. L’occasione per ripercorrere il senso di un impegno politico volto a coniugare ambiente e territorio, le esigenze dell’ecosistema con quello dello sviluppo produttivo e sociale è stata offerta dal portavoce di opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, che ha invitato l’ex capogruppo dem della commissione di palazzo Madama su ambiente e territorio, nonché relatore in Senato del provvedimento europeo sulla neutralità carbonica entro il 2025, a confrontarsi con i politici regionali. Hanno partecipato all’incontro i consiglieri Andrea Zanoni, presidente della commissione legalità e valutazione delle politiche pubbliche, la vicepresidente del Consiglio Francesca Zottis (Pd), i consiglieri Fabiano Barbisan (misto), Marzio Favero (Lega-Lv), Erika Baldin (M5S) ed Elena Ostanel (Il Veneto che vogliamo).

“La prospettiva è quella del Green New Deal, il nuovo Patto verde su cui l’Ue ha scommesso per favorire l’abbandono dei combustibili fossili e che rappresenta, insieme al Recovery Fund, l’occasione per superare la crisi attraverso uno sviluppo sostenibile, capace di futuro. Perché solo attraverso l’innovazione dei modelli produttivi e organizzativi si potrà migliorare la qualità della vita delle persone anche nei centri urbani e ristabilire un equilibrio più sano e proficuo tra uomo e ambiente”, ha spiegato Ferrazzi, che ha invitato a prendere atto che il cambiamento climatico è realtà ormai assodata dalla scienza e che va affrontato con pragmatismo e tempestività, per non perdere competitività e non mettere in pericolo la salute e la vita stessa dell’uomo. “Molti si chiedono – ha messo le mani avanti - quanto ci costa la transizione ecologica, quanto ci costa il Next generation Eu. Questa è una domanda mal posta. Dobbiamo chiederci invece: quanto ci costa e quanto ci costerebbe non fare nulla? Basta guardare a quanto sta avvenendo intorno a noi, prima la siccità, poi le esondazioni devastanti… tutti fenomeni che stanno aumentando di intensità e di frequenza. I cambiamenti ambientali e del clima sono ormai irreversibili, come si vede a Venezia, dove il livello del mare è cresciuto di 50 centimetri nell’ultimo mezzo secolo a causa della subsidenza e dell’innalzamento del livello degli oceani. Che cosa possiamo fare noi? Prendere consapevolezza, intanto per cominciare. Combattere per la qualità dell’ambiente significa battersi per la vita dell’uomo”.

L’esponente dem ha auspicato un approccio scientifico al tema, l’uso intelligente della tecnologia e un pensiero politico pragmatico, non ideologico. “La cosa che più mi ha dato soddisfazione – ha raccontato - è essere stato uno dei 4 parlamentari che ha portato in meta la modifica della Costituzione, con l’inserimento nei primi 12 articoli (quelli sui principi) della tutela dell’ambiente e degli animali e del principio della solidarietà con le generazioni future. Ho trovato l’accordo con Roberto Calderoli che aveva presentato 250 mila emendamenti, creati con l’algoritmo. Ognuno di noi ha fatto un patto indietro, ma la Nazione ha fatto un passo in avanti gigantesco: la riforma dell’art. 9 e dell’art. 41 (con l’affermazione che la libertà economica è subordinata alla salute) della Carta Costituzionale crea le premesse per la transizione ecologica ed energetica e attua un bilanciamento dei diritti costituzionali. Rappresenta una chiave di volta, un salto culturale”.

Il dialogo a più voci nella sala stampa del Consiglio si è dipanato attorno al tema delle priorità per la politica di oggi.

“C’è bisogno di consapevolezza culturale e di una classe politica all’altezza – ha affermato il senatore veneziano - perché la transizione ecologica non sarà una passeggiata, ma è un cammino necessario. Bisogna lavorare sulla sostenibilità ambientale, ma anche su quella economica e su quella sociale, perché la transizione ecologica costa e rende più ricchi alcuni e più poveri altri. L’uscita dal carbone, per esempio, costa decine di milioni di posti di lavoro nel Sud est asiatico. Dobbiamo esserne consapevoli. Non a caso una delle politiche fondamentali del Next Generation Eu sono i progetti e gli investimenti nella trasformazione economica e nella transizione sociale, vedi per la trasformazione del settore automotive. I problemi vanno capiti e vanno trovate delle soluzioni, consapevoli però che l’ambiente è il bene preordinato: se non c’è l’ambiente non c’è il paesaggio, non c’è nemmeno vita. La transizione, se fatta bene, è l’unico strumento per creare benessere, posti di lavoro, qualità di vita. Ed è nelle nostre mani e in quelle dell’Europa e dell’Occidente, che devono riconoscere, come ci insegna papa Francesco, il debito climatico maturato nei confronti degli altri continenti”. Numerose le questioni aperte in materia di cambiamento climatico e transizione ecologica citate da Ferrazzi, dalla decarbonizzazione ai Pfas, dalla rigenerazione urbana alle migrazioni. ”Siccità e cambiamenti climatici sono il primo motivo dei fenomeni migratori – ha affermato - la Banca Mondiale stima che i flussi migratori nel 2030 i flussi migratori nel 2030 coinvolgeranno 700 milioni di abitanti nel 2030 saranno coinvolti in flussi migratori. È evidente che la soluzione non possono esser gli hotspot: abbiamo di fronte una questione ingestibile, che va affrontata alla radice”.

“Sono grato al senatore Ferrazzi, perché inserire le tematiche ambientali nella Costituzione è stato un passaggio storico che gli va riconosciuto”, ha aggiunto Lorenzoni. “Anche la politica regionale è chiamata a fare la propria parte, in questi anni il Consiglio regionale è stato troppo timido nell’affrontare i temi ambientali, sui quali peraltro ha competenze proprie e competenze concorrenti con lo Stato”. “Il Parlamento europeo con la direttiva Red 3 ha sancito che la quota vincolante di rinnovabili nel consumo finale di energia deve passare dal 32% al 42,5% entro il 2030, con l'obiettivo di raggiungere il 45%. Per fortuna che c’è l’Europa – ha commentato il docente padovano - altrimenti saremmo ancora sommersi dai combustibili fossili. Certo, la transizione non è immediata e richiede tempo. Ma la soluzione sta nell’individuare tecnologie che siano per tutti”.

“Il Veneto dovrebbe essere capofila verso un’economia sostenibile e un nuovo sviluppo fondato sulle energie rinnovabili – ha aggiunto Zanoni, che guida la commissione regionale di valutazione delle politiche pubbliche - Impossibile smentire i cambiamenti climatici: basti pensare alle vittime della bomba d’acqua al Molinetto della Croda di dieci anni fa, al tornado del 2015 sulla Riviera del Brenta, alla siccità del 2016 e di quest’anno, alla proliferazione della cimice asiatica, alle inondazioni, all’aqua granda del 2019 che ha sommerso anche l’aula del Consiglio regionale in seduta, alle gradinate eccezionali. La modifica istituzionale promossa dal senatore Ferrazzi sta già producendo frutti, per esempio ha dato il via a sentenze del Tar a favore della tutela della biodiversità nei confronti di alcuni calendari venatori. Servirebbe però più consapevolezza e più coerenza, anche nelle scelte di bilancio di questa Regione”.

Infine, la pentastellata Erika Baldin ha invitato a coniugare ambiente e salute nel discorso pubblico, per promuovere nei cittadini e nelle amministrazione maggiore consapevolezza sulla centralità della transizione ecologica.

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