• CRV - Concluso in Terza commissione l’esame del dossier relativo al PNRR e alle proposte del Veneto
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Concluso in Terza commissione l’esame del dossier relativo al PNRR e alle proposte del Veneto

Nel corso della seduta odierna

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Terza commissione - Concluso l’esame del dossier relativo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR e alle proposte del Veneto

(Arv) Venezia 4 mar. 2021  - Nel corso della seduta odierna, la Terza commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Marco Andreoli (Liga Veneta), Vicepresidente Cristina Guarda (Europa Verde), ha concluso l’esame del dossier relativo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR e alle proposte del Veneto. In precedenza, in relazione alle materie trattate nella Terza commissione, che ha competenza sulle politiche economiche, agricole, forestali, dell'energia e per la montagna, nonché su caccia e pesca, erano state coinvolte e invitate a fornire il proprio contributo le organizzazioni professionali, agricole, economiche e ambientaliste, nonché le organizzazioni dell’artigianato, dell’industria, del commercio e della cooperazione, e le organizzazioni che operano negli ambiti dell’energia, delle foreste, della bonifica, dell’unione montana, e della pesca. Sono state ripercorse le principali tappe relative all’esame del dossier nel suo complesso e dei 17 progetti ricadenti nell’ambito di competenza della Commissione, culminate nella fase delle consultazioni che hanno coinvolto, nel corso delle due sedute precedenti, i principali portatori d’interesse riconducibili alle proposte illustrate e ai settori coinvolti. A seguito del dibattito odierno, la Commissione ha approvato un documento che contiene il contributo destinato a confluire nella Risoluzione che verrà affrontata nel corso delle prossime sedute della Prima commissione e dell’Aula. In estrema sintesi, la Terza commissione ha considerato prioritario, per quanto attiene l’utilizzo del Recovery Fund, per quanto concerne le materie di propria competenza, riservare lungo il tracciato della transizione ecologica puntuale attenzione ai temi dell’accrescimento e della competitività delle imprese, con particolare riferimento alle Piccole e medie imprese, intervenendo sia sul fronte della trasformazione digitale, sia sul fronte delle garanzie finanziarie e dell’innovazione di ogni comparto produttivo, nonché ai temi della promozione della sostenibilità dell’impresa agricola e ittica e della tutela dei fattori di produzione, nell’accezione ambientale, sociale e turistico-culturale, e dell’utilizzo delle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e dello sviluppo di progetti di valorizzazione delle filiere dell’agroalimentare e del comparto forestale. Particolare rilievo è stato dato alla promozione dell’economia circolare in tutti i settori produttivi e all’educazione rivolta a forme di consumo critico. Altri temi trattati: i progetti di disinquinamento da PM10 del bacino padano, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni climalteranti nel settore agricolo; le soluzioni alternative di produzione di energia elettrica a bassa intensità di carbonio e di risparmio idrico connesse alle attività del settore produttivo, dal primario al terziario; la promozione della realizzazione di piattaforme logistiche per lo stoccaggio delle produzioni e di piattaforme intermodali per la distribuzione delle merci in funzione del consolidamento e dell’estensione dei mercati esteri; le misure di accompagnamento alla riforma della pubblica amministrazione, del sistema fiscale e della giustizia civile; dal punto di vista della governance, la valorizzazione di iniziative a carattere territoriale interregionale con la previsione di regioni capofila nella realizzazione dei progetti. Il documento finale è stato approvato all’unanimità dei presenti; non hanno partecipato al voto i commissari rappresentanti del Partito Democratico.

È stato importantissimo, in questa fase, aver ascoltato in Commissione le categorie - ha affermato a margine dei lavori il Presidente Andreoli - e i tanti portatori di interessi in rappresentanza del mondo economico e produttivo, nei diversi settori: ricordiamo che sono loro protagonisti e i creatori di quella ricchezza che, in sintesi, consente di erogare servizi di un certo livello, ed è la salute del comparto produttivo che consente a tutti gli altri comparti di rimane, per così dire, ‘in salute’. Il nostro mondo produttivo, in particolare, deve essere sostenuto in ogni maniera, ancor più in questa fase storica, perché forma la colonna sui poggia l’intero sistema. La nostra speranza è che il Governo, che ha in mano il pallino del gioco relativamente al Piano, riesca a fare centro vista l’occasione storica e dell’eccezionalità della risorse di cui stiamo parlando”.

Next Generation EU è la dotazione finanziaria (750 miliardi di euro in totale) destinata a fronteggiare i problemi economici derivanti dalla pandemia da Covid 19. Lo strumento principale di Next Generation è il Dispositivo di Ripresa e Resilienza: 672 miliardi di euro accessibili con l’adozione, da parte di ciascuno Stato, di un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, da adottare entro il 30 aprile. Quasi 200 miliardi di euro - un terzo in sovvenzioni, due terzi a debito con piano di rientro diluito nel tempo a tassi vantaggiosi - sono destinati all’Italia: queste risorse dovranno essere impegnate tra il 2022 e il 2023 su progetti destinati ad essere realizzati entro il 2026. Il Piano Nazionale prevede ulteriori risorse e ha una dotazione complessiva di circa 224 miliardi di euro. Il Veneto ha formulato il proprio Piano di Ripresa e Resilienza con la Delibera della Giunta regionale n. 1529 del 17 novembre scorso, è composto da 13 macro-progetti suddivisi in 155 schede progetto, per un totale di quasi 25 miliardi di euro.

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