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Il codice Ateco per il settore delle sigarette elettroniche

L’Unione Nazionale Affiliati Svapoweb lancia, per bocca del suo presidente Arcangelo Bove, un allarme chiaro e netto: il settore non gode ancora della necessaria e doverosa considerazione dal punto di vista scientifico e in Italia viene mantenuto in uno stato di eclissi.

A confermare la situazione problematica è il fatto che ancora oggi non esiste il codice Ateco per le sigarette elettroniche: il che è a dir poco un paradosso, visto quanto è radicato questo ambito produttivo.

A che cosa serve il codice Ateco

Il codice Ateco non è altro che un codice composto da lettere e numeri grazie a cui è possibile classificare le imprese: esso può essere considerato in un certo senso la carta di identità di una certa attività imprenditoriale o di una particolare tipologia aziendale. La questione per il momento non è ancora risolta, anche se era già arrivata sui banchi del Parlamento come dimostra l’inserimento del comma 11 nel Decreto fiscale 119/2018 all’atto della sua conversione in legge. Non è chiaro il motivo per il quale l’iter si è arenato, ma si ipotizza che vi siano state delle resistenze da parte della Commissione Europa. Ma, quali che siano le ragioni che hanno portato a tale situazione, quel che è sicuro è che il vuoto continua a rimanere, in modo quasi imbarazzante.

I problemi del settore

Il settore delle sigarette elettroniche vive un momento complicato, perché da un lato deve fare i conti con la mancanza di riconoscimenti ma, dall’altro lato, è già bombardato da procedure sin troppo restrittive e incombenze burocratiche a dir poco complesse. In più, c’è da tenere conto della pressione fiscale, un aspetto che certo non è di secondo piano. In una intervista su svapomagazine.it, il presidente di Unas (Unione nazionale Affiliati Svapoweb) Arcangelo Bove dichiara: “esiste un divario che non si è stati in grado di riempire, per quanto ciò possa apparire incredibile”. Bove sottolinea come sia poco verosimile che un ambito tanto importante per l’economia italiana sia ancora privo di un identificativo univoco e certo. Se si considera che ci sono ben 2mila rivendite su strada, a cui vanno aggiunti i venditori online, è facile intuire la ragione della rabbia di Bove.

Arcangelo Bove
Arcangelo Bove

Un comparto troppo giovane?

Il comparto delle sigarette elettroniche è ancora giovane, e questo può rappresentare una giustificazione almeno parziale che consente di spiegare tale lacuna. Tuttavia non si può pensare che questa scusante sia sufficiente ad accettare il fatto che al settore non sia ancora stato abbinato un codice Ateco, anche perché un provvedimento del genere sarebbe ben poco impegnativo e oneroso.

Il mercato delle sigarette elettroniche nel 2020

Il paradosso si dimostra ancora più evidente se si valuta che il mercato della sigaretta elettronica nel corso degli ultimi 5 anni è stato protagonista di una costante ascesa: un trend che, stando agli addetti ai lavori, sta proseguendo anche quest’anno e dovrebbe prolungarsi almeno fino al 2023. Se nel 2017 si parlava di un giro di affari di oltre 10 miliardi di dollari in tutto il mondo, le previsioni per il 2023 ipotizzano un fatturato che supererà i 30 miliardi.

Le ragioni del successo

I motivi per i quali il mercato delle sigarette elettroniche ha vissuto una crescita così consistente sono numerosi. Di certo tanti consumatori hanno iniziato a usare i dispositivi per svapare aprendo la porta a un mercato di prodotti usa e getta, che vanno ad affiancarsi a quelle riutilizzabili. Inoltre, il fatto che molti modelli possano essere personalizzati ha reso le sigarette elettroniche non più solo uno strumento con cui cercare di dire addio al vizio del fumo, ma un vero e proprio accessorio di stile, uno status symbol che contribuisce a definire il look di una persona.

L’evoluzione del mercato

Il mercato in ogni caso è protagonista di una rapida evoluzione, al punto che gli studi più recenti lasciano intravedere per il futuro la presenza di una rivoluzione considerevole: nei prossimi anni, infatti, ci dovrebbe essere un’importante innovazione nei sistemi che saranno utilizzati e nell’erogazione del vapore. Nel frattempo negli ultimi 10 anni tante aziende che producono tabacco hanno acquisito società attive in questo settore andando ad affiancarle ai propri marchi di dispositivi per svapatori. Tanti big del settore hanno orientato e concentrato la propria attenzione sulla sigaretta elettronica, il che ha attirato investimenti e, dunque, grandi quantità di denaro.

Il potenziale delle e-cig

Mentre ci si è resi conto sempre di più del potenziale che caratterizza le sigarette elettroniche, gli investitori hanno versato notevoli quantità di denaro che hanno permesso di accrescere i budget destinati al marketing.

L’impatto sulla salute

Non va dimenticato che il tabacco è, in base ai dati forniti dal Center for Disease Control and Prevention, la causa principale di morte che si può prevenire negli Stati Uniti. Se a questo dato si aggiunge che solo negli Usa ci sono più di 16 milioni di persone che devono fare i conti con malattie causate dal fumo, non è così difficile intuire la ragione per la quale tanti fumatori si spostano sulle e-cig. Gli studi dimostrano che delle oltre 7mila sostanze chimiche presenti nel tabacco, più di 200 sono conosciute per provocare danni alla salute e risultare addirittura potenzialmente cancerogene: tra queste ci sono il monossido di carbonio, l’ammoniaca e l’acido cianidrico. Le organizzazioni per la salute e i governi mondiali, non a caso, sono da tempo impegnati in campagne di sensibilizzazione finalizzate a scongiurare il ricorso al tabacco. Le sigarette elettroniche, nel frattempo, si sono rivelate più sicure e meno tossiche rispetto a quelle classiche.

Perché le sigarette elettroniche piacciono così tanto

Le e-cig automatiche in pratica funzionano come quelle tradizionali, ma grazie alla presenza di un interruttore sono più semplici da utilizzare. Esso si attiva tutte le volte che si sceglie di accendere il dispositivo. Non c’è bisogno di imparare a destreggiarsi tra mod e pulsanti, quindi, per svapare. Inoltre grazie alla batteria automatica è possibile fumare in maniera molto semplice intervenendo sul cartomizzatore. L’esperienza del fumo è la stessa offerta da una sigaretta classica, ma in questo caso c’è solo vapore.

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