Usare l’IA per individuare le armi nelle scuole

Di Alessio Jacona*

All’indomani dell’ennesima sparatoria in una scuola americana, questa volta costata la vita a 21 persone di cui 19 bambini, c’è chi negli Stati Uniti prova a usare l’intelligenza artificiale se non per prevenire queste tragedie, almeno per agire tempestivamente e limitare i danni.

Come infatti rivela The Detroit News, alla Oxford High School di Detroit, in Michigan, è partita ad aprile una sperimentazione che collega un software di IA alle telecamere di sicurezza. Grazie a questo sistema sviluppato dall’azienda ZeroEyes, la scuola - che poi è la stessa dove lo scorso 21 novembre un altro killer aveva ucciso quattro persone ferendone altre sette - ha “aumentato” il sistema di sorveglianza già presente nella struttura (100 telecamere) con una tecnologia capace di individuare soggetti che brandiscono armi.

Se ciò accade, l’IA scatta immediatamente una foto che prima arricchisce di informazioni utili come luogo e ora in cui è stata scattata e tipo di arma identificata, poi invia ai responsabili della scuola, al personale di sicurezza e agli operatori del 911. Per ora il limite è che il software non è in grado di individuare armi nascoste (ad esempio sotto i vestiti), e quindi può segnalare la minaccia solo quando il potenziale killer decide di agire. Tuttavia sarebbe già molto, perché significherebbe già ridurre di molto i tempi di intervento degli addetti alla sicurezza, potenzialmente salvando vite.

La sperimentazione avviata nella Oxford High School continuerà fino a giugno del 2023, ma è in corso anche in altre scuole sparse in 14 stati. ZeroEyes, che è stata fondata nel 2018 da NavySeal (membri delle forze speciali della Marina) e veterani militari, ha tra i suoi clienti anche il Dipartimento della Difesa statunitense, college e università, fabbriche, centri commerciali e grandi magazzini, e persino al Dipartimento delle Difesa.

L'inizio della sperimentazione a Detroit ha anche rinvigorito il dibattito su come questi sistemi di sorveglianza possano o meno violare la privacy degli studenti e influire sulla loro stessa percezione dell’ambiente scolastico: in risposta, i responsabili di ZeroEyes hanno specificato che la loro tecnologia non effettua riconoscimento facciale e non registra il flusso video, ma si limita ad analizzarlo per intervenire e fotografare solo in caso di necessità.

 

*Giornalista, esperto di innovazione e curatore dell’Osservatorio Intelligenza Artificiale

 

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