Oltretevere

Vaticano: in volume l'appello dei teologi per la fraternità

Esce per la Lev in quattro lingue 'Salvare la fraternità - Insieme'

    "Il tema dell'appello è questo: dentro la fraternità intellettuale tutto può essere guadagnato; al di fuori di essa, tutto può venire perduto". E' con premesse simili che esce in volume, per la Libreria Editrice Vaticana, "Salvare la fraternità - Insieme", l'appello in quattro lingue frutto di un incontro internazionale di teologi promosso sul tema della fraternità dalla Pontificia Accademia per la Vita.

   "L'appello 'salvare insieme la fraternità' scaturisce direttamente dalla provocazione dell'Enciclica di papa Francesco 'Fratelli tutti'", viene spiegato: "la nostra proposta è quella di raccogliere il senso profondo di questa definitiva provocazione - rivolta ad una chiesa sollecitata ad aprirsi a un mondo tentato di chiudersi - inaugurando il clima di una 'fraternità intellettuale' che riabiliti il senso alto del 'servizio intellettuale' di cui i professionisti della cultura - teologica e non teologica - sono i debito nei confronti della comunità".

    Un ruolo, si sottolinea, "che l'attuale condizione planetaria, in cui l'umanesimo - religioso e civile - è insidiosamente colpito al cuore da un virus che ci toglie il respiro, rende cruciale". A sottoscrivere l'appello sono i teologi Pierangelo Sequeri, già preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, Kurt Appel, Carlo Casalone, Dario Cornati, Joao Manuel Duque, Isabella Guanzini, Marcello Neri, Giovanni Cesare Pagazzi, Vincenzo Rosito, Gemma Serrano, Lucia Vantini. Firma invece la postfazione l'arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

    Nel testo si legge, tra l'altro, un forte richiamo "agli intellettuali del nostro tempo" a "non offrire all'ingiustizia del denaro la complicità della ragione e del pensiero, della scienza e del diritto". "I popoli sono già abbastanza stremati dalla prepotenza della tecnocrazia economica e dall'indifferenza per l'umano condiviso - osservano i teologi -: l'ideologia del denaro è diventata un'ideologia sofisticata e inafferrabile, capace di mille giustificazioni razionali e dotata di mezzi straordinari per affermarsi".

    Insomma, "dobbiamo impedire che il denaro divida ciò che Dio unisce: gli esseri umani, in primo luogo e prima di ogni altra cosa". Inoltre, un particolare allarme viene esplicitato sul fatto che "ritornano - o perlomeno riprendono vigore inaspettato - i vecchi fantasmi: il razzismo, la xenofobia, il familismo amorale, la selezione elitaria, la manipolazione demagogica".

    Con l'enciclica Fratelli tutti, scrive mons. Paglia nella postfazione, papa Francesco "ha offerto sia alla Chiesa che al mondo un orizzonte nel quale iscrivere il futuro prossimo di questo nostro tempo che è stato reso ancor più drammatico dalla pandemia". "L'impetuosa avanzata dell'individualismo radicale - prosegue -, insieme con la perdita di affezione per l umanità condivisa, hanno aperto un varco pericoloso per l'affinamento della qualità etica e affettiva, comunitaria e spirituale dell'umanesimo". Per mons. Paglia, "questo degrado ha colto di sorpresa gli stessi eredi della modernità, che aveva immaginato il congedo della civiltà secolare dalla testimonianza religiosa della trascendenza come un fattore decisivo di promozione dell'umanesimo civile".

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