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'La buona novella' da De Andrè a Gallione

'La buona novella' da De Andrè a Gallione

Bellissimo spettacolo al Teatro Ivo Chiesa con Neri Marcorè

ROMA, 28 febbraio 2024, 10:24

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Era il 1964 quando Pasoilini realizzava il 'Vangelo' incentrato su un Cristo fortemente umanizzato e nel 1971 Lloyd Webber in 'Jesus Christ Superstar' sceglieva come scomodo interlocutore Giuda. In un momento in cui emergevano tensioni sociali sempre più forti, in cui scoppiavano le contestazioni giovanili e studentesche, ci si interrogava sui grandi temi religiosi affrontandoli da angolazioni provocatorie.
    Negli stessi anni, Fabrizio De Andrè pubblicava uno dei suoi migliori concept album, La buona novella, frutto della collaborazione con Roberto Danè e Giampiero Reverberi. In La buona novella De Andrè attinse dai Vangeli apocrifi per dare di Gesù una immagine fortemente umanizzata e per evidenziare la fragilità di Giuseppe, la purezza di Maria, le ragioni dei due ladroni, simboli di quella umanità perdente che il cantautore genovese ha sempre celebrato nei suoi lavori. Un capolavoro, una delle opere più felici di De Andrè che è alla base del bellissimo spettacolo creato dal regista Giorgio Gallione ed approdato ieri al Teatro Ivo Chiesa. In La buona novella Gallione è partito dalle canzoni di Faber e vi ha costruito intorno un testo ispirandosi agli stessi Vangeli apocrifi. Ne è scaturita una sorta di sacra rappresentazione di forte tensione emotiva. La scena di Marcello Chiarenza è efficace nella sua semplicità, con una capanna stilizzata e una serie di elementi che calano dall'alto per scandire alcuni momenti della narrazione. Protagonista è Neri Marcorè, splendido attore, la cui voce, calda e profonda, ricorda quella di Faber. E intorno a lui agiscono l'ottima attrice Rosanna Naddeo e un impeccabile gruppo di musicisti: Giua (voce e chitarra), Barbara Casini (voce, chitarra e percussioni), Anais Drago (voce e violino), Francesco Negri (pianoforte), Alessandra Abbondanza (voce e fisarmonica). Le canzoni di De Andrè sono state arrangiate egregiamente da Paolo Silvestri che ha utilizzato un pianoforte, un violino, alcune chitarre e percussioni e soprattutto ha lavorato sulle voci, creando momenti corali di suggestivo impatto espressivo. Pubblico folto e applausi finali calorosissimi e meritati. Repliche fino a domenica.
   

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