Sindaci del Recovery Sud all'Eurocamera, serve modifica Pnrr

'Fondi siano riservati a regioni più svantaggiate

Redazione ANSA

BRUXELLES - Una distribuzione dei fondi Next Generation Eu più equa, che porti al raggiungimento dei massimi livelli di coesione economica, sociale e territoriale. È la richiesta della 'Rete dei Sindaci del "Recovery Sud", corredata da 39 firme tra cui il sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari) Davide Carlucci, che oggi ha presentato una petizione all'apposita commissione del Parlamento europeo.

Li sostiene fra gli altri anche l'eurodeputato Piernicola Pedicini (Verdi Ue) che ha sottolineato come, nelle dichiarazioni ufficiali del governo, il piano di Recovery italiano prevedesse lo stanziamento di 80 miliardi di euro al Mezzogiorno. Tuttavia, dice Pedicini, "di questi miliardi annunciati se ne rintracciano solo 22, ovvero il 10% del totale".

Secondo i firmatari, la priorità nello stanziamento dei fondi comunitari dovrebbe essere riservata alle regioni più svantaggiate, al fine di ridurre le disparità e alleviare l'impatto socio-economico della pandemia. Inoltre, chiedono che circa il 70% del totale delle risorse venga assegnata al Sud. Il timore è che, senza adeguarsi alle linee guida europee, l'Italia possa perdere le risorse e l'occasione di ripartire.

La risposta della Commissione Ue è stata che per il Fondo di ripresa e resilienza, a differenza di quelli di Coesione, "i legislatori hanno deciso che l'unità di riferimento è lo Stato membro" anche se le raccomandazioni specifiche (come quelle per il Sud) sono tenute in considerazione.

In attesa di "un accordo operativo che sarà negoziato con il Governo italiano e che fisserà ulteriori dettagli sulla portata geografica di alcune misure contenute nel piano", la petizione al Parlamento europeo resta aperta.

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