La Triennale rende omaggio a Magistretti, 'architetto milanese'

La rassegna visitabile dall'11 maggio al 12 settembre

di Michela Nana MILANO

MILANO - Semplicità, eleganza, innovazione. Così può essere descritto in sintesi il lavoro di Vico Magistretti, architetto e designer milanese che ha portato il genio italiano della progettazione nel mondo. La Triennale di Milano lo celebra con una retrospettiva dal titolo 'Vico Magistretti - Architetto milanese' che, per la prima volta, ripercorre il suo percorso progettuale a 360 gradi.

Realizzata in collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti la mostra, che aprirà al pubblico domani, 11 maggio, e sarà visitabile fino al 12 settembre, doveva essere inaugurata nel 2020 in occasione dei cento anni della nascita del maestro ma la pandemia ha costretto a rinviare tutto. Magistretti, legatissimo a Milano dove era nato nel 1920, ha rivoluzionato l'architettura e il design mettendo al centro del suo lavoro la semplicità, anche se come lui stesso diceva "è la cosa più complicata del mondo".

In mostra alla Triennale è esposto il suo prezioso patrimonio di disegni, schizzi, ci sono poi anche modelli, fotografie, prototipi e pezzi originali conservati nell'archivio dell'architetto milanese, insieme a materiali provenienti dagli archivi di aziende, istituzioni, privati. "La sua è una figura unica che ha saputo unire una personalità altissima con una grande capacità di innovazione, mantenendo una eleganza indiscutibile - ha commentato Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano, dove Magistretti ha mosso i suoi primi passi - Ha prodotto oggetti che sono fuori dal tempo e la storiografia dell'architettura italiana non ha valorizzato abbastanza il suo contributo". Da architetto Magistretti ha progetto a Milano la Chiesa di Santa Maria Nascente al QT8, la Torre al Parco in via Revere e il palazzo per uffici in corso Europa. Dopo la laurea al Politecnico di Milano nel 1945 Magistretti ha iniziato subito l'attività professionale nello studio del padre in via Conservatorio, dove ha lavorato per tutta la sua vita. Nella Milano della ricostruzione ha progettato e realizzato molti interventi per l'Ina - Casa, il piano di intervento dello Stato per l'edilizia pubblica residenziale. Magistretti è stato anche però uno dei più rappresentativi maestri del design italiano.

"Questa mostra è attesa da molto tempo, mancava una retrospettiva capace di abbracciare la sua opera a 360 gradi", ha spiegato il curatore Gabriele Neri. Come designer Magistretti ha lavorato con le più importanti aziende del settore, tra cui Cassina, alla quale è storicamente legato sin dal 1960 e per cui ha firmato progetti come ad esempio il divano Maralunga (1973) e la libreria Nuvola Rossa (1977). Sua l'iconica lampada 'Eclisse' disegnata per Artemide. Filo conduttore della mostra è il rosso che Magistretti utilizzava in molti progetti e di cui sono ricchi i suoi disegni. Il 18 maggio anche la Fondazione Vico Magistretti inaugurerà una mostra in quello che è stato lo studio dell'architetto dal 1946 al 2006, anno della morte. Si intitola 'Magistretti Revisited' e chi lo desidera potrà entrare nel luogo dove le idee prendevano vita, dove Magistretti lavorava e creava.

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