Bernardo Strozzi, il virtuoso del '600 genovese

Alla Fondazione Pallavicino, solo il 22 e 23 dicembre

di Marzia Apice GENOVA

- GENOVA, 19 DIC - La devozione che si unisce al virtuosismo nell'innocente purezza del Dio fattosi uomo del "Gesù bambino dormiente con i simboli della passione".
    L'influenza di Caravaggio nei forti contrasti luministici e il fondo scuro su cui si stagliano le figure del "San Lorenzo dispensa gli argenti ai poveri". O ancora, il realismo e l'intensità naturalistica del gesto pittorico nel "San Gerolamo in meditazione", vero pezzo di bravura del più importante pittore del Seicento genovese. Sono solo alcune delle tele preziose firmate da Bernardo Strozzi che si potranno ammirare a Genova, solo per due giorni, il 22 e 23 dicembre, nell'ambito della mostra "Bernardo Strozzi a Palazzo Pallavicino", allestita dalla Fondazione Pallavicino nelle sale del Palazzo di Piazza delle Fontane Marose.
    Nata per presentare al pubblico le pregevoli opere della collezione del principe Domenico Antonio Pallavicino, la mostra - a cura di Vittorio Sgarbi, direttore artistico della Fondazione Pallavicino - offre anche se per un tempo limitato l'opportunità di conoscere da vicino un artista dalla spiccata personalità, attraverso alcune delle sue tele più intense, perché appartenenti al periodo della maturità, quello degli anni trenta del Seicento. Detto il Cappuccino o il Prete Genovese (nel 1597 entrò appunto nell'ordine dei Cappuccini), Strozzi nacque a Genova nel 1581 (morì a Venezia nel 1644), si formò subendo l'influenza dei fiamminghi Peter Paul Rubens e di Anton Van Dyck, ma anche di Federico Barocci, presente a Genova, nel 1596, con la "Crocifissione" per la Cattedrale, e poi dei pittori lombardi, in primis Caravaggio: in questo contesto, egli riuscì a imporsi per il suo stile personale e il virtuosismo pittorico, tanto da godere di consenso e fama nella sua epoca e da essere oggi considerato uno degli artisti più importanti del barocco genovese.
    Come scrive Sgarbi nel catalogo dell'esposizione, questa mostra rappresenta "una festa per Genova", nel ricordo e "nel nome di un pittore straordinario che rappresenta più di ogni altro la grande pittura che discende da Caravaggio e da Rubens". La mostra vuole dunque raccontare il talento e la storia di un artista unico che, nel pieno della maturità, ha realizzato autentici capolavori: un percorso da non perdere, che si snoda nelle splendide sale della Fondazione Pallavicino attraverso "dipinti abbaglianti, sorprendenti, potentemente vitali, come organismi viventi che, talvolta, manifestano una grande capacità scenografica, come nel San Giuseppe spiega i sogni, e una resa realistica di grande efficacia, come nel volto del San Gerolamo in meditazione, o nel Ritratto di magistrato veneziano", scrive ancora Sgarbi . (ANSA).
   

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