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Arena, sabato 26 Giugno torna 'Aida' l'opera regina del Festival

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Presente già in 60 edizioni del Festival lirico, Aida è l’opera “regina” all’Arena di Verona: rappresentata ben 715 volte fino al 2019, prima dello stop per la pandemia. E dopo le due anteprime in forma concertistica con il Maestro Riccardo Muti (tornato in Arena dopo 21 anni), sabato 26 giugno è andata in scena la seconda produzione completamente nuova per il Festival 2021. Tradizione e innovazione si mescolano in un racconto narrativo e musicale senza precedenti nella storia ultracentenaria dell’opera areniana, che il 10 agosto 1913 vide suonare proprio le note del capolavoro verdiano, nella prima edizione del Festival lirico. Da allora i più grandi nomi della musica operistica mondiale hanno calcato il palcoscenico dal più grande teatro all’aperto del mondo, rinnovando le emozioni di uno spettacolo senza eguali per il contesto affascinante in cui viene ospitato. Storia e tradizione che si fondono con l’innovazione voluta da Fondazione Arena di Verona per il secondo nuovo allestimento (in realtà il terzo considerando il doppio titolo Cavalleria rusticana-Pagliacci che ha debuttato venerdì) del monumentale capolavoro verdiano, non a caso di gran lunga il titolo più rappresentato nell’anfiteatro veronese, ideale per la maestosità dell’opera ambientata nell’Antico Egitto. Per questa prima sul podio il giovane maestro Diego Matheuz, proveniente dal rivoluzionario Sistema venezuelano, che si alternerà col maestro Daniel Oren nel corso delle 11 recite di Aida nel cartellone del 98/o Arena di Verona Opera Festival fino al 4 settembre. I migliori interpreti internazionali si alternano in locandina, alcuni alla prima presenza assoluta nell’anfiteatro , rendendo di fatto ogni sera in Arena una prima, unica e irripetibile. Già alla prima l’immenso palcoscenico sotto le stelle schiera un invidiabile cast verdiano: come protagonista ha fatto il suo esordio il premiato soprano americano Angela Meade, accanto alla regale Amneris di Anita Rachvelishvili e all’esperto Radamès di Jorge de Leòn; è tornato il baritono Luca Salsi come Amonasro, il basso Michele Pertusi ha debuttato in Arena come Ramfis accanto ai giovani Re degli Egizi di Simon Lim, Messaggero di Riccardo Rados, Sacerdotessa di Yao Bohui. Con l’Orchestra e il Coro c’è anche il Ballo dell’Arena di Verona, oltre a centinaia di mimi e figuranti. In questo nuovo allestimento creato interamente dal team artistico areniano, le nuove scenografie incontrano le immagini digitali in collaborazione con D-wok e, sul Preludio, sfilano i tesori custoditi al Museo Egizio di Torino, prestigioso e appassionato partner culturale del Festival 2021. “Abbiamo innalzato l'asticella della qualità, coinvolgendo altre eccellenze. Anche questo weekend è stato all'insegna della grande arte, in una stagione straordinaria che lascerà il segno nella storia del Festival Lirico e della nostra città, dopo un anno e mezzo di crisi sanitaria” ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina, che presiede anche la Fondazione Arena. “Dopo la magica anteprima del 19 giugno, contraddistinta dalla Direzione del Maestro Muti, ritorna l’Opera nella sua forma completa – ha aggiunto il direttore generale di Fondazione Arena, Gianfranco De Cesaris– l’Arena di Verona, il più grande teatro operistico all’aperto del mondo, prosegue nel suo cammino di ripartenza con grande consenso da parte del pubblico, a testimonianza dell’apprezzamento del lavoro svolto dalla Fondazione Arena di Verona tutta”.

In collaborazione con:
Fondazione Arena di Verona

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