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Miró-Picasso, alleanza tra geni in mostra a Barcellona

Miró-Picasso, alleanza tra geni in mostra a Barcellona

La Spagna ripercorre i legami diretti fra questi artisti simbolo

BARCELLONA, 12 dicembre 2023, 11:51

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(di Francesco Rodella) Un'amicizia lunga decenni e un debole in comune per Barcellona. C'è un doppio filo a unire tra loro le traiettorie di Pablo Picasso e Joan Miró, miti artistici della Spagna celebrati in modo speciale in questo 2023, a 50 anni dalla morte del primo e 40 dalla scomparsa del secondo. Gli intrecci tra i due sono ora raccolti in una grande mostra ospitata nella città catalana fino al prossimo 25 febbraio, a cura della Fondazione Joan Miró e del Museo Picasso. Un percorso unico, con oltre 250 tra opere d'arte e documenti firmati da entrambi, che lega virtualmente tra loro anche due zone simbolo di Barcellona, Montjuic ed El Born, dove si situano le due istituzioni.
    Nato nel 1881, Picasso era di 12 anni più anziano rispetto a Miró ed era stato per lui un punto di riferimento già dagli esordi. Il primo contatto diretto tra i due ebbe luogo a Parigi nel 1920, per lo più grazie a un pretesto curioso: la missione affidata al futuro maestro d'avanguardia catalano dalla madre di Picasso, conosciuta proprio a Barcellona, di portare al figlio un pacchetto. L'incontro fu particolarmente propizio: già allora il pittore andaluso scorse in quel giovane un grande talento.
    Da quel momento in poi, l'amicizia tra i due non si sarebbe più spenta: un rapporto - spiegano due delle curatrici della mostra, Teresa Montaner e Sònia Villegas - mai segnato da "rivalità", seppur coltivato da due artisti diversi "come il sole e la notte". Per oltre 50 anni visite, messaggi e scambi di regali, come le due opere di Miró conservate da Picasso o i libri dedicati da quest'ultimo al collega catalano, sarebbero stati una costante. Un legame che ha quindi oltrepassato i periodi storici e artistici attraversati da entrambi, riflessi nella mostra da un'ampia varietà di quadri e sculture (alcuni prestati da altri musei): tra questi spiccano 'Le tre Ballerine' (Tate Gallery) e 'Las Meninas' di Picasso o 'The Farm' (National Gallery Of Art di Washington) e 'Femme, oiseaux, étoile [Omaggio a Pablo Picasso]' (Museo Reina Sofía) di Miró.
    Come se si trattasse di "un romanzo" intessuto a cavallo delle traiettorie vitali di entrambi, per usare le parole del direttore del museo Picasso Emmanuel Guigon in una presentazione a giornalisti, la mostra si sviluppa quindi lungo percorsi alternativi, ma complementari, sia alla Fondazione Miró sia al Museo Picasso: il visitatore può scegliere se seguirli entrambi o limitarsi a uno dei due.
    Un altro asse lungo cui si sviluppa l'esposizione 'Miró-Picasso', aggiunge la curatrice Elena Llorens, è quello dell'istinto di entrambi gli artisti a cercare di "spingere sempre un po' più in là i limiti della propria arte". Ricerche portati avanti in maniera indipendente dopo un periodo di comune immersione nell'atmosfera del Surrealismo parigino degli anni '20: per questo, sostiene la collega Margarida Cortadella, è corretto parlare "di due artisti che hanno condiviso mondi" più che di pittori "influenzatisi" a vicenda.
    Se per Guigon quella ospitata a Barcellona è una mostra "necessaria ed evidente", il direttore della Fondazione Miró, Marko Daniel, sottolinea che si tratta di un progetto "unico" ma con due rami dotati di "sensibilità" propria, anche per le caratteristiche dei luoghi che li ospitano. Un punto in cui lo spirito condiviso da Picasso e Miró emerge con particolare forza è quello che racconta l'impegno di entrambi contro il franchismo ai tempi della Guerra civile spagnola, con le celebri opere di Guernica del primo ed 'El Segador' del secondo realizzate in occasione dell'Expo di Parigi del 1937: lavori impossibili da includere (uno per le difficoltà di spostamento, l'altro in quanto andato perduto) ma la cui rievocazione risulta irrinunciabile.
   

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